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Guerra dei media: CNN e Al-Jazeera, due visioni del mondo opposte



Che, nel corso del conflitto che si sta svolgendo in Iraq, la televisione avesse avuto la parte del leone era noto a tutti, ma nessuno avrebbe potuto immaginare che si sarebbe scatenata anche una piccola guerra tra emittenti televisive.

Sembra, infatti, che anche i due canali "all news" più famosi degli ultimi anni, l'americano CNN e l'arabo Al-Jazeera, stiano conducendo una battaglia, senza esclusione di colpi e di vere e proprie ritorsioni, per conquistarsi l'appellativo di unica vera voce imparziale sulla guerra.

Per l'emittente americana l'inizio degli avvenimenti bellici in Iraq non è stato "salutato" nel migliore dei modi: prima la volontà di alcuni suoi inviati di lasciare il teatro di guerra visto l'elevato pericolo di essere obiettivi sia delle rappresaglie irachene sia degli stessi missili a stelle e strisce, e poi il rischio, evitato in extremis, di prendere addirittura il "buco" sull'inizio dei combattimenti.

Dall'altra parte invece la tv del Qatar ha dimostrato di aver imparato come muoversi in situazioni estreme "bruciando" spesso tutti i concorrenti.

Le sue telecamere sono sempre puntate sui luoghi caldi e capita sempre più spesso che le emittenti occidentali (CNN compresa) siano costrette a ritrasmettere immagini girate proprio dalla tv araba.

Politically incorrect, Al-Jazeera trasmette la crudezza di una guerra senza fare sconti seguendo una linea editoriale molto semplice: tutto va in onda, così com'è.

Vengono mostrate anche tutte quelle immagini poco gratificanti per chi si trova in occidente: dagli iracheni festanti per l'abbattimento di un velivolo ai corpi straziati dei militari anglo-americani uccisi in combattimento.

Esattamente l'opposto rispetto alla linea seguita dalle tv di casa nostra, che cercano affannosamente di "depurare" tutto ciò che ci potrebbe turbare il sonno: niente sangue, niente immagini crude e nessuna dovizia di particolari.

Così, all'interno della "vera" guerra, piano piano ne è nata anche una mediatica: il commento del Ministro iracheno dell'informazione, Mohammed Said al Sahaf, sembra un proclama a favore della tv qatariota: "La CNN è diventata una macchina propagandistica che diffonde falsità e illazioni".

Accuse che assumono maggior peso anche grazie alla decisione, da parte del Governo di Saddam, di espellere dall'Iraq i giornalisti Nic Robertson e Rym Brahimi.

E, anche in questo caso, la reazione americana non si è fatta attendere. Seguendo la politica dell'"occhio per occhio, dente per dente", le telecamere della tv satellitare in lingua araba, sono state prima espulse dalla Borsa di New York, e poi dichiarate - da parte dei vertici del Nasdaq Stock Market - "ospiti non gradite".

Chi pensava che la battaglia mediatica si sarebbe conclusa con queste scaramucce è rimasto deluso. Si è allargata, invece, fino a coinvolgere la grande Rete.

A pochissimi giorni dalla sua apertura (http://www.infocity.it/articolo?id=2477), il sito in lingua inglese dell'emittente araba (www.english.aljazeera.net), è stato mandato in tilt da un attacco di hacker.

Il neonato sito aveva, fin da subito, avuto un clamoroso successo anche grazie alla pubblicazione delle foto dei prigionieri americani che i network made in USA avevano deciso di non divulgare.

Colpita anche la versione araba (www.aljazeera.net), ma la cosa più grave per i responsabili della tv del Qatar, è la decisione da parte di DataPipe (l'host statunitense che ospita il sito) di rescindere il contratto, costringendo di fatto, i tecnici a dover traslocare in fretta alla ricerca di un server europeo.

Infine, qualche problema anche per la CNN che in questi giorni è messa sotto accusa per aver chiesto al suo corrispondente Kevin Sites, di sospendere il suo blog (http://www.infocity.it/articolo?id=2476) riguardante gli avvenimenti che accadono in Iraq e che non trovano spazio in nessuno dei notiziari che giornalmente fanno il resoconto di questa guerra.

La vittoria per gli americani sembra ancora lontata, e non si sta parlando solo della guerra combattuta a suon di bombe.

(inserito il 29/03/2003)

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