Sono
passati sette anni dalla nascita del primo giornale sul Web: il Tribune Chicago
Online, fondato nella primavera del 1992 come edizione elettronica del quotidiano
cartaceo. Oggi, stando ai dati di ottobre 1998 contenuti nell'archivio di Editor &
Publisher Interactive, la versione telematica della prestigiosa rivista degli editori
americani, sono 11.151 le iniziative editoriali sul WWW.
Oltre 10 mila pubblicazioni che ogni giorno riversano in Rete un'enorme
quantità di informazioni (si calcola che siano più di 35 mila gli articoli
prodotti su Internet quotidianamente). A fronte di questa spasmodica attività editoriale
online molti si chiedono se ha senso produrre tante informazioni su un mezzo dove i ricavi
non ci sono. La risposta è arrivata nel 1998 da un'indagine del Pew Research Center di
Washington. Secondo i dati acquisiti dal centro in un sondaggio telefonico sono 36
milioni le persone (cioè un utente su 5 della Rete) in America che utilizzano Internet
per informarsi. Il consumo di notizie online è passato dal 6 al 20 per cento nel
giro di due anni (1996-1998) con una netta prevalenza, tra le fasce di età censite, del
pubblico giovanile. Un'analoga indagine realizzata da Msnbc, il sito Microsoft-Nbc per la
diffusione di notizie online, ha rilevato come ormai più della metà degli americani
leggono regolarmente giornali in Rete.
Ma come si diceva all'inizio, a parte le statistiche, dagli Stati Uniti arrivano
segnali contradittori sull'evoluzione dell'editoria online. All'euforia degli anni
scorsi sospinta dalla scoperta di un nuovo mezzo per diffondere contenuti a basso costo e
verso una platea ecumenica, si è arrivati ad une meditazione e ad una domanda di fondo:
serve produrre informazione online appunto se, al momento, salvo rare eccezioni (quelle
della Cnn e il Wall Street Journal che possono vantare business attraverso la loro
possente attività) quasi tutte le edizioni interattive dei principali giornali nel mondo
non raggiungono soddisfacenti risultati economici? Abbiamo tre risposte a questo
dilemma.
1) Al momento l'informazione online non serve a fare soldi direttamente
attraverso la diffusione dei contenuti;
2) Ricavi e sviluppo a queste attività giungeranno solo con l'arrivo di
strategie e di prodotti che facciano passare il comparto da un modello di sviluppo
"advertising based" (basato sulla pubblicità) a quello "subscribtion
based" (basato sugli abbonameti o su sistemi di micropagamento);
3) Occorre, soprattutto in Paesi poco evoluti tecnologicamente come
l'Italia, una maggiore cultura interattiva da parte dell'utente nello sfruttare "la
buona" informazione su Web e, da parte delle edizioni interattive, una sempre più
spiccata attitudine a produrre servizi e iniziative adatte al nuovo mezzo.
Comunque sia i progressi del settore informatico nella realizzazione di tecnologie sempre
più facili da usare ed i vantaggi offerti dal mezzo interattivo (costi bassi,
ipertestualità, multimedialità, facilità nella ricerca, personalizzazione) stanno
abbattendo resistenze culturali e diffidenze verso la lettura di informazioni
giornalistiche online. La spinta incessante generata dalla crescita del settore (numero di
pubblicazioni online) inoltre attira progressivamente nuovi utenti, in un'alfabetizzazione
spontanea che sancisce la nascita di un pubblico interattivo specifico che utilizza
Internet come routine quotidiana.
A questa crescita quantitativa corrisponde anche una crescita qualitativa: le
pubblicazioni per Internet stanno acquisendo una propria entità in base alle differenti
caratteristiche del mezzo. Esse, collocate per funzionare nel nuovo universo digitale,
diventano sempre più webzine (oppure e.zine), cioè, si distanziano nella forma e nella
proposizione dei contenuti dalle caratteristiche dei giornali di carta (anche se vi sono
esempi di iniziative editoriali online che puntano a rispristinare anche sul mezzo
elettronico le forme del giornale cartaceo).
Il prossimo "Primopiano" di Infocity sarà dedicato ad un'indagine effettuata
durante gli ultimi mesi attraverso il web dell'agenzia per comprendere le abitudini di
fruizione dell'informazione online da parte degli utenti e i modi di utilizzo della Rete
da parte dei giornalisti, con riferimento alla situazione italiana. Si tratta di dati
importanti che evidenziano precise scelte nella lettura di giornali, riviste e webzine sul
nuovo medium. Dall'indagine risultano anche interessanti indicazioni nel settore del
commercio online e dei rapporti di questo con l'informazione veicolata su Web.
(inserito su Web il 15.2.99)
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