Internet e i giornalisti? Una passione che cresce ma che è acerba e non in
grado ancora di portare a nozze ufficiali.
Sono passati otto anni dalla
nascita del primo giornale online (nel '92 nasceva l'edizione telematica
del Trubune Chicago) e, oggi, l'indagine "Noi e Internet", promossa e
realizzata dal mensile "Prima Comunicazione" e Cohn & Wolf, presentata i
giorni scorsi alla Triennale di Milano, cerca di far luce su come i
redattori utilizzano l'online.
In linea generale la ricerca rivela che i
giornalisti (tradizionali) giudicano Internet un buon mezzo e una fonte
informativa affidabile.
Lo studio ha però altresì scoperto, ancora una
volta, che Internet non viene usato attivamente (o interattivamente) come
strumento investigativo o creativo ma passivamente, come mera fonte
documentativa.
Studiamo un po' la ricerca snocciolando i dati elaborati. Il
campione scelto è stato di 261 giornalisti appartenti a 155 testate
giornalistiche tradizionali (agenzie, giornali cartacei, riviste, radio e
tv).
La selezione è stata dunque fatta solo tra i professionisti
dell'informazione che lavorano non direttamente sul medium ma sfruttano il
mezzo come fonte (leggi l'indagine Infocity sui giornalisti online).
Il 65% degli intervistati ha dichiarato di ritenerere Internet
un buon mezzo di comunicazione e una fonte affidabile, mentre solo il 13%
ha affermato di non considerarlo né un mezzo né una fonte affidabile. A
usare la Rete continuamente o spesso è l'85% del campione, un ulteriore
14% ne fa un uso saltuario e solo l.8'0% non si collega mai a Internet.
A
sorprendere maggiormente sono però soprattutto i giudizi sulla "primarietà"
della Rete come fonte. Ben in 96% infatti ha dichiarato di considerare
Internet come fonte di prima mano, mentre il 63% ritiene che possa fornire
quanto meno uno spunto per elaborare notizie.
In media, gli intervistati
trascorrono online quasi due ore al giorno tra redazione e casa. Si tratta
di dati interessanti: fino a 3 anni fa l'utilizzo della Rete nelle
redazioni era pressoché nullo e, anche se si trovavano quasi ovunque
connessioni, pochissimi lo utilizzavano.
Ma i giornalisti di giornali,
radio, tv e agenzie possono avere dei vantaggi dalla navigazione, rispetto
ai media tradizionali? Il 40% degli intervistati ha risposto sì in quanto
la Rete offre un'estrema velocità di reperimento dati ed informazioni in
tempo reale.
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Come viene utilizzato Internet in redazione
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Fonte di informazione
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96,2%
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Spunto di notizie
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62,8%
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Attività personali
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21,8%
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Dunque, Internet sta spiazzando le tradizionali fonti di informazione? La
Rete si sta rapidamente sostituendo alle agenzie di stampa, ai comunicati
mandati via fax, alla verifica delle notizie fatta contattando direttamente
gli interessati?
La ricerca Prima Comunicazione - Cohn & Wolf rileva che
per i quotidiani la fonte primaria restano le agenzie e i contatti diretti,
ma i giornalisti delle agenzie affermano che Internet è per loro un
insostituibile fonte per la ricerca di informazioni e notizie e, quindi,
indirettamente anche gli altri media che fanno riferimento principalmente
alle agenzie, di fatto utilizzano informazioni che provengono da Internet e
che sono state verificate, rielaborate e lanciate dalle agenzie stampa.
La
Rete è una fonte affidabile? I giornalisti giudicano come primi elementi
di affidabilità di un'informazione online quelle relative alla proprietà di
un sito (chi lo finanzia e lo promuove, ecc.). Di grande importanza anche
la percezione che essi hanno dell'autorevolezza dell'azienda o del
prodotto/servizio che parla attraverso il sito.
In linea generale
l'indagine ha scoperto che il 56,1% dei giornalisti intervistati afferma
di ritenere mediamente credibili i siti aziendali, mentre solo il 17,6%
giudica affidabili le informazioni offerte dalle pagine delle imprese. I
siti che meritano più fiducia sono invece quelli delle istituzioni
internazionali, seguiti dalle istituzioni nazionali e dalle versioni online
dei quotidiani tradizionali.
Anche se le agenzie stampa restano ancora la
primaria fonte d'informazione (18%), grazie alla Rete il ventaglio di
possibilità si allarga e le attenzioni dei giornalisti che fanno surfing
vanno anche sui siti istituzionali (15.7%) e su quelli degli uffici stampa
delle aziende (14,2%).
Ma oltre ai siti i professionisti dell'informazione
quali altri strumenti di Internet utilizzano? Qui c'è un po' di sconcerto.
L'indagine infatti rivela come i giornalisti ignorino o quasi i veicoli
principali dell'interattività: newsgroup, chat ed e-mail. In particolare la
posta elettronica è uno strumento utilizzato dai giornalisti Internet
ancora in modo molto primordiale.
La ricerca ha infatti evidenziato come i
giornalisti tradizionali sfruttino le e-mail passivamente, solo per
ricevere materiale. Quasi nessuno attiva questi "tools" per indagare,
scoprire, intervistare. Anche lo scarso utilizzo di newgroup e chat
evidenzia una scarsa propensione all'interattività che, invece,
consentirebbe ai reporter di tornare alla loro vera funzione primaria:
l'indagine giornalistica.
LO STUDIO svela infatti che Internet è utilizzato
principalmente per la ricerca di articoli di archivio e documentazione
oppure per leggere pubblicazioni e giornali online o per trarre spunto per
notizie da rielaborare (relating e non reporting). Quasi nessuno (ma non
potrebbe essere altrimenti visto che gli intervistati non gestiscono
direttamente le informazioni di cui si occupano essendo dipendenti di
aziende editoriali) realizza pagine web.
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Cosa si cerca in Rete
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Ricerca articoli, informazioni, materiali
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35,1%
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Spunti di notizie (anche suggerimenti da aziende)
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21,7%
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Leggere pubblicazioni online
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18,8%
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Fotografie, immagini, video
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12,8%
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Ricerca comunicati stampa
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8,4%
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Newsgroup
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3,1%
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Solo e-mail
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2,0%
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Tornando al rapporto tra giornalisti e attività web delle aziende, la
ricerca ha scoperto che la presenza di press room nei siti aziendali è
apprezzata, purché sia predisposta a fornire informazioni su domanda.
Questa modalità di comunicazione tra aziende e stampa non sostituisce
comunque il canale, che resta preferenziale, del contatto personale e
telefonico. Per quanto riguarda invece la diffusione di comunicati e
materiale cartaceo sembra vicina al tramonto l'era del fax: decisamente
preferibile l'e-mail, che consente un utilizzo diretto del testo,
attraverso la tecnica del copia e incolla.
Un ultimo dato interessante è
quello sulla possibilità di attivare "press room virtuali", che i
giornalisti giudicano positivamente a patto che forniscano informazioni on
demand e link di approfondimento.
(inserito su Web il 20.12.00)
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