News, business, sport, community: sono i quattro punti chiave che fanno di una home page una
buona pagina iniziale. Così, già tre anni fa, nel suo libro Redesigning Print for the Web, Mario
Garcia, considerato il guru del Web publishing, definiva gli elementi essenziali di un sito che fa
informazione.
Oggi, luomo che ha ridisegnato per la carta e per il Web il Wall Street Journal,
oltre 400 pubblicazioni di tutto il mondo e che ha cambiato il volto di dieci importanti giornali
cartacei trasformandoli in ipertesti,
dimostra di pensarla allo stesso modo con il suo ultimo progetto, costruito dalla sua fucina
specializzata: il Mario Garcia Media Group.
Il nuovo stile delle due edizioni internazionali del Wall Street Journal on line è una grafica che
mette insieme le antiche tecniche della tipografia con quelle nuove dei new media, ed in
particolare di Internet. Come sono nate le nuove pagine del Wsj Europe e Asia?
«Ad ispirarmi è stata decisamente la Rete e, nella fattispecie, per la rubrica Whats news e per il
box colorato nellarea circostante. Inoltre, sulla destra della home page appaiono alcuni elementi
promozionali, immagini che sembrano incitare lutente a cliccare sopra.»
Linterazione fra il vecchio e il nuovo mezzo non si riduce a un prelievo di tecniche dal Web alla
stampa. Avviene anche il processo inverso e sono i siti di informazione ad attingere sempre più
spesso alle regole dei media tradizionali che puntano tutto sul titolo. Qual è la sua opinione sui
quotidiani interattivi?
«I titoli sono molto importanti, ma è altrettanto importante conoscere il tipo di lettore che legge un
quotidiano in Rete. Bisogna evitare di utilizzare troppe fotografie e immagini cercando di far
concentrare lattenzione del lettore sul testo. Il segreto è usare nel titolo termini che stimolino
lutente a continuare la lettura dellarticolo e questo è fondamentale per il nuovo mezzo di
comunicazione. Su Internet le parole sono più importanti delle immagini.»
Ma allora, è la stampa ad andare verso il Web, o è lon line che si rifà ai giornali tradizionali?
«Laspetto più evidente dellinfluenza di Internet sui quotidiani è la comparsa degli indici che
facilitano nella ricerca dei contenuti. In secondo luogo, per quanto riguarda la grafica, una
grande influenza è quella del colore. Nella stampa stiamo cominciando ad utilizzarlo come mai
prima dora. Il Web ha scoperto la funzionalità del colore, che permette allutente di muoversi da
una parte allaltra dello schermo, ed ecco i quotidiani rinnovarsi e colorarsi con successo.»
Quali sono le caratteristiche che ha introdotto per rinnovare la grafica delle edizioni asiatica ed
europea del Wsj?
«Luso del blu per sottolineare le parole chiave delle prime righe, per esempio, ma anche la
capacità di far sì che i lettori consultino il sito Web il più spesso possibile.»
Si può paragonare quello del Wsj con altri suoi progetti passati?
«E stata unesperienza diversa poiché in questo caso si trattava di un serio quotidiano
finanziario con un gran numero di tabelle e grafici. Di conseguenza ho evitato di utilizzare troppe
immagini sulle pagine dedicate alle notizie. E stato un lavoro soprattutto tipografico».
Le pagine Web del Wsj, quindi, sono news oriented, ovvero il testo tende a prevalere sulle
immagini. Cosa pensa delleccesso di informazioni in Rete?
«Credo che linformazione sia parecchia ma anche che sia ciò che vuole il pubblico. Il vero
problema è la mancanza di tempo che ci impedisce di fruire di tutte queste notizie. Ognuno di noi
avrebbe bisogno di un editore personale: qualcuno stipendiato per cercare su tutti i siti Web e
selezionare solo i contenuti di nostro interesse».
Sempre più di frequente assistiamo non tanto alla creazione di siti in linea con i nuovi media
quanto alla caratterizzazione delle pagine Web secondo i canoni del passato piuttosto che del
futuro. Come accade in Argentina, dove i siti di alcuni giornali hanno aggiunto le stesse immagini
che compaiono sulla copertina delledizione a stampa. Qual è, secondo lei, il futuro delleditoria?
«Sembra che levoluzione di Internet vada di pari passo con un boom della stampa, che sembra
alimentarsi proprio grazie allinterazione con la Rete. La sopravvivenza di periodici e quotidiani
dipende soprattutto dallabilità che gli editori dimostreranno sfruttando al meglio tutte le
potenzialità del nuovo mezzo. Perché il futuro appartiene agli utenti capaci di vivere in un
ambiente multimediale e di rivolgersi sia allo schermo che alla pagina stampata. Riuscirà chi
attrarrà un nuovo tipo di lettore, in grado di utilizzare entrambi i mezzi, sottolineando il valore
aggiunto delluno e facendo riferimento allaltro. Un giornale cartaceo, che ha un inizio e una
fine, è costretto, per motivi di spazio, a pubblicare soltanto alcuni stralci di unintervista. Ma in
futuro leditore potrà rimandare al sito Internet che sarà in grado di ospitarne la versione
integrale».
Che tipo di articoli giornalistici, secondo lei, dovrebbero essere pubblicati sul Web?
«Semplice. Quelli con un buon titolo. E, ogni due paragrafi, la storia dovrebbe introdurre
particolari interessanti che spingano lutente a continuare a leggere. Ritengo che sul Web
questa tecnica sia ancora più importante che per la carta stampata».
(inserito su Web il 26.4.00)
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