Come mai tanto interesse suscitato in tutte le maggiori testate del mondo
intorno ad una piccolissima Agenzia Stampa romana, specializzata nel "Sud
del mondo", in quelle zone, cioè, che fino alla sua comparsa non avevano
vetrine?
Come è riuscita addirittura ad influenzare un capo di Stato
europeo come Chirac, che l'anno scorso cercò di smentire una sua news, che
dava la Francia coinvolta militarmente in Guinea Bissau?
A portare alla
ribalta la MISNA (Missionary News Agency), perché è di lei che stiamo
parlando, sono stati proprio i tanti scoop come questo, che dal '97 è
riuscita a proporci. Così seri e puntuali nelle informazioni, da averla
presto accreditata presso tutti i media mondiali.
Scavando nella fucina di notizie dell'agenzia, la prima cosa che si
incontra è l'ostinata volontà del suo ideatore e direttore (un giovane
missionario comboniano, vissuto tanti in Africa e giornalista anche per la
CNN) di rompere quel muro di silenzio e di approssimazione che circondava
il Sud del pianeta.
La storia della MISNA è indubbiamente affascinante,
perché, pur potendo contare ancora a tutt'oggi su scarsissime risorse
umane, finanziarie e tecnologiche, è diventata in breve tempo l'agenzia
stampa più potente del mondo. Infatti, come nessun'altra agenzia, può
contare su decine di migliaia di corrispondenti, testimoni diretti dei
fatti che racconta.
I suoi "potenziali" collaboratori sono i 14.000
missionari italiani (di 40 congregazioni diverse) presenti in quelle zone,
che diventano facilmente 200.000 se si aggiungono quelli stranieri e la
società civile laica (associazioni, gruppi e movimenti per i diritti
civili), con cui la MISNA è perennemente in contatto.
Controcorrente
rispetto alla "globalizzazione" del sapere, MISNA nasce con l'intento di
supplire ad un vuoto informativo che si è creato nell'incensante, ma
generalizzato (e forse un po' distratto sui temi del sociale) flusso di
comunicazioni che quotidianamente attraversa le nostre vite. Da sempre
Africa, Asia e Sud America non hanno goduto di pari dignità sul fronte
della visibilità, rispetto ad altri Paesi economicamente più evoluti. E
questo ha permesso che governi locali, potenze straniere, fame e malattie
potessero imperversare su intere popolazioni senza che ne fosse realmente
investita l'opinione pubblica.
Da qui l'idea di Padre Giulio Albanese, di
creare un network umano, che mettesse "in rete" tutte le risorse residenti
in quei Paesi e desse finalmente "voce a chi non ha voce". "Il potenziale
informativo era enorme, bastava collegarlo" - ci dice quando finalmente
siamo riusciti ad incontrarlo. Questo il primo punto di forza dell'Agenzia,
che è riuscita a sfruttare le presenze capillari sul territorio e che
comunicano costantemente tra loro con qualsiasi mezzo: fax, telefoni
tradizionali, satellitari, PC e modem.
Ma ciò che ha reso possibile il
raggiungimento dei suoi obbiettivi è la natura indipendente della testata.
Una fonte giornalistica libera, espressione della civiltà civile e non una
voce istituzionale, che ha potuto denunciare, in tempo reale, massacri e
crimini di guerra, anche solo annunciati, di qualsiasi matrice.
L'intera operazione è stata realizzata grazie ad Internet, che ha permesso
alla MISNA, con quattro computer, di poter quotidianamente raccogliere le
informazioni e attraverso il suo sito, www.misna.org, rilanciarle sullo
scenario mondiale. La velocità di intervento, infatti e la ormai indubbia
attendibilità, ha reso capace questa piccola Agenzia Stampa di essere
ripresa da tutti gli altri media. Il suo servizio, on line e free per
tutti, ha circa 45.000 accessi/mese, di cui la maggior parte sono tutte le
più grandi agenzie di stampa del mondo, che a loro volta fanno da cassa di
risonanza alle sue news.
Ne esce fuori un aggiornamento di venti/trenta
notizie (news update) giornaliere, oltre a 20 speciali di approfondimento
mensili, in tre lingue diverse (italiano, inglese, francese). L'accesso
alle notizie del giorno è gratuito, mentre è a pagamento la consultazione
dell'archivio e del motore di ricerca. Dato un po' sconfortante per quanto
riguarda l'Italia, sua sede natìa, è che in realtà la maggior parte degli
accessi (più del 50%) sono stranieri, soprattutto americani.
(inserito su Web il 5.4.00)
|