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Informazione

Misna: giornalisti
per missione

di Cristina Calzecchi Onesti

Come mai tanto interesse suscitato in tutte le maggiori testate del mondo intorno ad una piccolissima Agenzia Stampa romana, specializzata nel "Sud del mondo", in quelle zone, cioè, che fino alla sua comparsa non avevano vetrine?

Come è riuscita addirittura ad influenzare un capo di Stato europeo come Chirac, che l'anno scorso cercò di smentire una sua news, che dava la Francia coinvolta militarmente in Guinea Bissau?

A portare alla ribalta la MISNA (Missionary News Agency), perché è di lei che stiamo parlando, sono stati proprio i tanti scoop come questo, che dal '97 è riuscita a proporci. Così seri e puntuali nelle informazioni, da averla presto accreditata presso tutti i media mondiali.

Scavando nella fucina di notizie dell'agenzia, la prima cosa che si incontra è l'ostinata volontà del suo ideatore e direttore (un giovane missionario comboniano, vissuto tanti in Africa e giornalista anche per la CNN) di rompere quel muro di silenzio e di approssimazione che circondava il Sud del pianeta.

La storia della MISNA è indubbiamente affascinante, perché, pur potendo contare ancora a tutt'oggi su scarsissime risorse umane, finanziarie e tecnologiche, è diventata in breve tempo l'agenzia stampa più potente del mondo. Infatti, come nessun'altra agenzia, può contare su decine di migliaia di corrispondenti, testimoni diretti dei fatti che racconta.

I suoi "potenziali" collaboratori sono i 14.000 missionari italiani (di 40 congregazioni diverse) presenti in quelle zone, che diventano facilmente 200.000 se si aggiungono quelli stranieri e la società civile laica (associazioni, gruppi e movimenti per i diritti civili), con cui la MISNA è perennemente in contatto.

Controcorrente rispetto alla "globalizzazione" del sapere, MISNA nasce con l'intento di supplire ad un vuoto informativo che si è creato nell'incensante, ma generalizzato (e forse un po' distratto sui temi del sociale) flusso di comunicazioni che quotidianamente attraversa le nostre vite. Da sempre Africa, Asia e Sud America non hanno goduto di pari dignità sul fronte della visibilità, rispetto ad altri Paesi economicamente più evoluti. E questo ha permesso che governi locali, potenze straniere, fame e malattie potessero imperversare su intere popolazioni senza che ne fosse realmente investita l'opinione pubblica.

Da qui l'idea di Padre Giulio Albanese, di creare un network umano, che mettesse "in rete" tutte le risorse residenti in quei Paesi e desse finalmente "voce a chi non ha voce". "Il potenziale informativo era enorme, bastava collegarlo" - ci dice quando finalmente siamo riusciti ad incontrarlo. Questo il primo punto di forza dell'Agenzia, che è riuscita a sfruttare le presenze capillari sul territorio e che comunicano costantemente tra loro con qualsiasi mezzo: fax, telefoni tradizionali, satellitari, PC e modem.

Ma ciò che ha reso possibile il raggiungimento dei suoi obbiettivi è la natura indipendente della testata. Una fonte giornalistica libera, espressione della civiltà civile e non una voce istituzionale, che ha potuto denunciare, in tempo reale, massacri e crimini di guerra, anche solo annunciati, di qualsiasi matrice.

L'intera operazione è stata realizzata grazie ad Internet, che ha permesso alla MISNA, con quattro computer, di poter quotidianamente raccogliere le informazioni e attraverso il suo sito, www.misna.org, rilanciarle sullo scenario mondiale. La velocità di intervento, infatti e la ormai indubbia attendibilità, ha reso capace questa piccola Agenzia Stampa di essere ripresa da tutti gli altri media. Il suo servizio, on line e free per tutti, ha circa 45.000 accessi/mese, di cui la maggior parte sono tutte le più grandi agenzie di stampa del mondo, che a loro volta fanno da cassa di risonanza alle sue news.

Ne esce fuori un aggiornamento di venti/trenta notizie (news update) giornaliere, oltre a 20 speciali di approfondimento mensili, in tre lingue diverse (italiano, inglese, francese). L'accesso alle notizie del giorno è gratuito, mentre è a pagamento la consultazione dell'archivio e del motore di ricerca. Dato un po' sconfortante per quanto riguarda l'Italia, sua sede natìa, è che in realtà la maggior parte degli accessi (più del 50%) sono stranieri, soprattutto americani.

(inserito su Web il 5.4.00)


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