Il mondo del giornalismo che lavora in Rete ha risposto alla chiamata allo
sciopero proclamato dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana?
Sì,
no, forse. Il messaggio, collocato sulla home del sito web del sindacato
unitario, parlava chiaro: "I giornalisti dei giornali telematici, dei siti
web e dei portali internet si asterranno dal lavoro dalle ore 06.00 di
mercoledì 29 novembre alle ore 06.00 di venerdì 1 dicembre".
Una cosa sono
i messaggi, altra cosa le effettive prese di posizione da parte dei
giornalisti online, tutto sommato, i nuovi "attori" del gioco, si dirà.
Durante i giorni dello sciopero siamo andati a vedere chi ha aderito alla
protesta. La nostra navigazione on-line ha appurato un'adesione allo
sciopero evidente tra i settori informativi delle edizioni on-line dei
grandi gruppi editoriali.
Gli addetti all'informazione de La Repubblica, Il
Messaggero, Il Corriere della Sera hanno fermato "le macchine" in segno di
protesta contro le posizioni degli editori nel confronto con la Fnsi in
corso per il rinnovo del contratto nazionale (punto caldo, la questione del
Web).
Ma con la decentralizzazione e ridistribuzione dei poteri informativi
decretate da Internet e da il World Wide Web i "players" editoriali
sull'on-line si sono moltiplicati e molti di essi, per produrre
informazione, di avvalgono di pubblicisti, giornalisti, comunicatori.
I
giornalisti di Infocity.it, primo soggetto a sviluppare informazione
on-line in Italia sin dal 1994, hanno aderito alla protesta. E gli altri?
Il dubbio viene avanzato da un messaggio piombato come un meteorite
incandescente tra le discussioni on-line attivate dal Forum della Fnsi,
molto accese nei giorni scorsi, proprio a causa della protesta in corso.
"Vi segnalo questo articolo come spunto di riflessione", firmato, Paolo De
Andreis. Click sul messaggio e trasferimento immediato sugli autori
dell'intervento. Appare la "home page" di Punto Informatico che titola: "La
Rete respinge lo sciopero.
Ricordiamo, Punto Informatico è da anni un punto
di riferimento per i navigatori in cerca di informazioni sui temi dell'Itc.
E' realizzato da De Andreis Editore, un nuovo editore on-line composto da
ferventi entusiasti della Rete e del giornalismo di Rete.
C'è da dire
anche che Punto Informatico ha avanzato da tempo scetticismi e critiche
sull'applicazione delle normative del "giornalismo tradizionale" anche ai
new media.
L'articolo comparso nei giorni scorsi sulla e-zine elencava
tutta una serie di casi, presi dall'online, che indicavano una certa
indifferenza dell'informazione digitale verso la proclamazione dello
sciopero. "Old" contro "new" media dunque secondo Punto Informatico.
E'
proprio così? Ci chiediamo perché un soggetto così importante di Internet,
con tantissimi utenti, abbia bisogno di esprimere dubbi sulla compattezza
della categoria, (senza la quale una e-zine non si può fare) anche online
visto che le richieste della Fnsi agli editori appaiono del tutto
legittime: "porre il ruolo del giornalista al centro dei processi
informativi anche con lo sviluppo dei new media".
A parte la presa di
posizione "editoriale" di P.Informatico, una spiegazione potrebbe questa:
siamo sicuri che il giornalismo online abbia raggiunto una sua
leggittimità? Se sì perché i più avanzati settori di esso non si attivano
per arrivare ad un confronto serio con il sindacato unitario che porti ad
un dibattito effettivo sull'online sospinto anche da chi sperimenta le
nuove tecnologie dai primordi?
Fnsi, Le ragioni dello sciopero
Punto Informatico
(inserito su Web il 4.12.00)
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