E'
Repubblica.it il quotidiano online più letto dai navigatori italiani. La conferma -
Repubblica.it è stata la prima iniziativa telematica italiana di rilievo lanciata da un
grosso editore - emerge da un'indagine dedicata all'informazione su Internet effettuata da
Infocity, il sito per lo studio delle nuove tecnologie applicate alla realizzazione di
contenuti giornalistici.
Il 21,4% degli utenti intervistati attraverso un questionario online ha infatti
affermato di essere un fedele lettore dell'edizione interattiva del quotidiano fondato da
Eugenio Scalfari. Le sorprese maggiori scaturite dalla ricerca sono tuttavia rappresentate
dalle altre indicazioni emerse, anche per quanto riguarda l'utilizzo della rete da parte
dei giornalisti (ancora "immaturo" secondo i risultati ottenuti). Al secondo
posto tra i quotidiani più letti del Web vi è Affari Italiani con il 12,8% che supera
addirittura Il Sole 24 Ore Online, piazzatosi al terzo posto con l'11,4% delle preferenze.
Seguono nell'ordine La Gazzetta dello sport online (7,2%) e Notizia.it (2,8%).
L'indagine dedicata all'informazione su Internet di Infocity - la prima del genere in
Italia - è stata condotta su due piani diversi: dal punto di chi guarda l'informazione
online (l'utente) e dal punto di vista di chi la produce (i giornalisti). Tra le risposte
offerte dagli utenti è risultato molto interessante anche il dato relativo alla
frequentazione del proprio quotidiano preferito sul Web.
Alla domanda: "Con che frequenza viene letta la pubblicazione online
preferita", il 43,4% ha risposto "una volta al giorno", il 37% varie volte
al giorno mentre solo il 2,2% afferma di leggere il quotidiano "una volta a
settimana". Si tratta di indicazioni importanti che confermano il carattere
abitudinario conquistato dal mezzo Internet anche per fornire contenuti giornalistici.
Altra sorpresa è quella relativa al tipo di materia informativa che gli utenti
prediligono. Ben il 42,5% infatti si è detto interessato alla politica, il 20% allo
sport, il 10% alla cultura, mentre solo il 7,5% alla tecnologia fino ad ora "un
cavallo di battaglia" nella diffusione di contenuti di tantissime pubblicazioni
online. La preferenza nella scelta della politica (opzione emersa anche in altri studi
realizzati in Italia), segna una caratteristica delle abitudini informative italiane sulla
Rete che non trova riscontro in altri Paesi.
Sull'affidabilità dell'informazione veicolata tramite il Web gli utenti intervistati
da Infocity non hanno dubbi: l'83% esprime piena fiducia contro un 4,2% fatto registrare
dai "superscettici" e da un 12,5% di "scettici" (il quale "crede
che l'informazione su Web sia poco affidabile").
Infine il commercio elettronico. Dall'indagine scaturisce che il 54,1% ritiene che
l'informazione giornalistica utilizzata sul Web per promuovere o per sviluppare attività
di commercio elettronico sia affidabile contro un 37,6% che afferma il contrario.
Per quanto riguarda il settore dell' indagine sull'informazione online "dal punto
di vista dei giornalisti" i dati più interessanti sono quelli relativi a come il Web
viene utilizzato dagli addetti. Ben l'86% dei reporter intervistati ha affermato di
impiegare la rete per cercare informazioni sui motori e tramite le agenzie presenti su
Internet, il 59% si è detto interessato a dare un'occhiata ai siti, il 50% usa il mezzo
per comunicare e diffondere informazioni stampa, solo il 28% va online per redigere
e realizzare siti. Questi ultimi dati rendono evidente il fatto che il nuovo medium viene
utilizzato per ora dagli addetti dell'informazione soprattutto come strumento di ricerca e
di curiosità, mentre è ancora "immaturo" l'utilizzo evoluto di Internet,
cioè, quello relativo alla produzione di contenuti che sancirebbe una momento di crescita
del giornalismo su Web.
Sempre riguardo all'uso dei giornalisti di Internet il 71% degli intervistati ha
ammesso di utilizzare la rete concretamente per la propria attività, la maggior parte di
essi ha affermato di navigare solo dal '98 mentre solo il 3,9% da prima del '95. Scarsa la
conoscenza del linguaggio HTML: il 57% ha poche nozioni, il 28% non lo conosce affatto.
Infine è ormai consolidato l'ammodernamento del parco tecnologico delle macchine in uso
ai giornalisti che affermano quasi tutti ormai di possedere un pentium.
(inserito su Web l'1.3.99)
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