Potremmo definirla una generazione "papirofobica" o "cartoclasta" avendo la
possibilità di perdere tempo con i neologismi.
Certo è che la scoperta a
cui è giunto Brent Baker del Boston University's College of Communication
fa riflettere. Secondo un'indagine effettuata dallo studioso il 71% dei
giovani di college e high school tra i 18 e i 20 anni cerca informazione
solo sull'online, ignorando qualsiasi supporto cartaceo.
Se si ritiene
rilevante la scoperta di Baker occorre tirare in ballo un sillogismo
caposaldo del marketing: "se un ragazzo è cresciuto bevendo Coca Cola non
potrà mai bere Pepsi quando diventerà grande". Secondo le previsioni del
Boston University's College Communication è lecito attendersi che circa 40
milioni di utenti eponenti della cosidetta "generazione elettronica"
trascorreranno la loro vita senza mai toccare un foglio di carta.
"Si
tratta della prima ondata di giovani - dice Baker -aliena al nostro modo di
scrivere tradizionale e ai modi di lettura dei giornali cartacei".
L'indagine ha appurato che quasi mai gli studenti leggono news provenienti
dalle fonti ritenute fino ad oggi più influenti (Ny Times, Washington Post,
LA Times ecc.). Questi nuovi utenti preferiscono un buon "index" di
contenuti a un giornale impaginato sul Web. E quali sono allora le mete
preferite da questi giovani navigatori? Badassbuddy.com, coolquiz.com,
katrillon.com e seventeen.com, siti "cult" dei giovani americani, che
propongono anche contenuti informativi, ma niente a che vedere con un
giornale online.
Quale è il messaggio lanciato dai risultati di questa ricerca? Baker non ha
dubbi: "i tempi sono maturi per una stretta interazione tra carta e online,
per ciascun editore cartaceo è giocoforza arrivare all'unità elettronica di
ogni pubblicazione tradizionale". Lo studioso afferma anche che si aspetta
un'altra tendenza molto importante nell'editoria dei prossimi anni.
La
necessità di sfruttare l'interattività porterà a vere e proprie "community
newspaper" dove i lettori-utenti guarderanno informazione ma soprattutto
interagiranno con essa attraverso banner interattivi, chat e webcam.
Incerto però il destino della pubblicità: gli intervistati dal gruppo di
indagine del Boston University's College Communication hanno affermato di
preferire la comunicazione interpersonale, possibile attraverso chat,
e-mail e "instant messages", ai classici banner sulle pagine del Web, un
altro segno del cambiamento.
(inserito su Web il 12.3.01)
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