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Informazione

Niente carta, please
Noi siamo studenti

di Enrico Pulcini

Potremmo definirla una generazione "papirofobica" o "cartoclasta" avendo la possibilità di perdere tempo con i neologismi.

Certo è che la scoperta a cui è giunto Brent Baker del Boston University's College of Communication fa riflettere. Secondo un'indagine effettuata dallo studioso il 71% dei giovani di college e high school tra i 18 e i 20 anni cerca informazione solo sull'online, ignorando qualsiasi supporto cartaceo.

Se si ritiene rilevante la scoperta di Baker occorre tirare in ballo un sillogismo caposaldo del marketing: "se un ragazzo è cresciuto bevendo Coca Cola non potrà mai bere Pepsi quando diventerà grande". Secondo le previsioni del Boston University's College Communication è lecito attendersi che circa 40 milioni di utenti eponenti della cosidetta "generazione elettronica" trascorreranno la loro vita senza mai toccare un foglio di carta.

"Si tratta della prima ondata di giovani - dice Baker -aliena al nostro modo di scrivere tradizionale e ai modi di lettura dei giornali cartacei". L'indagine ha appurato che quasi mai gli studenti leggono news provenienti dalle fonti ritenute fino ad oggi più influenti (Ny Times, Washington Post, LA Times ecc.). Questi nuovi utenti preferiscono un buon "index" di contenuti a un giornale impaginato sul Web. E quali sono allora le mete preferite da questi giovani navigatori? Badassbuddy.com, coolquiz.com, katrillon.com e seventeen.com, siti "cult" dei giovani americani, che propongono anche contenuti informativi, ma niente a che vedere con un giornale online.

Quale è il messaggio lanciato dai risultati di questa ricerca? Baker non ha dubbi: "i tempi sono maturi per una stretta interazione tra carta e online, per ciascun editore cartaceo è giocoforza arrivare all'unità elettronica di ogni pubblicazione tradizionale". Lo studioso afferma anche che si aspetta un'altra tendenza molto importante nell'editoria dei prossimi anni.

La necessità di sfruttare l'interattività porterà a vere e proprie "community newspaper" dove i lettori-utenti guarderanno informazione ma soprattutto interagiranno con essa attraverso banner interattivi, chat e webcam. Incerto però il destino della pubblicità: gli intervistati dal gruppo di indagine del Boston University's College Communication hanno affermato di preferire la comunicazione interpersonale, possibile attraverso chat, e-mail e "instant messages", ai classici banner sulle pagine del Web, un altro segno del cambiamento.

(inserito su Web il 12.3.01)


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