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Normativa

Giornalisti addetti stampa nelle pubbliche amministrazioni.
Chi ha paura della legge?

di Cristina Calzecchi Onesti

Ancora una volta il Disegno di Legge 42/17 intitolato "Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni " è stato oggetto di discussione a Roma, il 16 marzo, in un'assemblea generale indetta dalla Federazione Nazionale della Stampa e dall'Associazione Comunicazione Pubblica ed Istituzionale, che ha visto uniti, in un sodalizio programmatico, giornalisti e comunicatori.

In comune quel segmento del mercato del lavoro, gli uffici stampa della Pubblica Amministrazione, nel quale buona parte di entrambe le categorie, spesso a malincuore, sono confluite, senza però alcun riconoscimento e tutela. All'ordine del giorno di quest'anno non c'erano i contenuti del testo di una irrimandabile regolamentazione, quanto la ricerca dei perché questa Legge, approvata emendata alla Camera in luglio '99 non venga definitivamente votata al Senato.

Apparentemente nulla osta, essendo gli emendamenti apportati dalla Camera, già il risultato di una forte mediazione tra tutte le forze di Governo. Lo spirito della Legge, d'altra parte, è espressione corale di una volontà di modernizzazione di tutto l'apparato pubblico, già avviata dalla grande riforma introdotta dalle Bassanini. Obbiettivo comune è , infatti, ottenere una maggiore trasparenza ed efficienza di quei servizi di informazione e comunicazione, rispetto soprattutto ai cittadini, attraverso una chiara definizione di ruoli ed una riqualificazione del personale addetto.

Eppure la Legge è ferma alla Commissione Affari Costituzionali, ancora in dubbio se esaminarla in sede referente o in sede deliberante. Il timore comune, sia degli operatori, ma anche di quanti sperano che la Pubblica Amministrazione in effetti assuma contorni più vicini ad una moderna concezione, in linea con la “new economy” e l'informatizzazione che muove tutta l'Europa, è che la discussione avvenga in sede referente. In quel caso le probabilità che vengano aggiunti altri emendamenti, che riporterebbero la proposta al voto della Camera, aumentano, con il risultato di un ulteriore ritardo per una Legge, intorno alla quale si discute ormai da anni.

Tra i motivi dello stand by ce ne sono di ufficiali e di ufficiosi. Sicuramente la Commissione Affari Costituzionali del Senato in questi ultimi tempi ha avuto un sovraccarico di lavoro, dovendo discutere provvedimenti importantissimi per il nostro Paese, quali la "par condicio" o la "commissione tangentopoli". Ma l'impressione è che la vecchia burocrazia si senta minacciata da questa riforma e in qualche modo spodestata di un grado di potere. Lo dimostra in parte la storia di quelle Regioni coraggiose, che autonomamente hanno già avviato questi processi di riqualificazione, attraverso delibere che obbligano, per esempio, la presenza di giornalisti professionisti negli uffici stampa, ma che poi si sono scontrate, in fase attuativa, con quanti vorrebbero ancora dei porta borsa, più che dei porta voce.

Anche il testo del Disegno di Legge, così come è stato emendato, si presta ad ulteriori polemiche, quando allude alla spesa pubblica, che non deve essere sovraccaricata di ulteriori costi e non fa riferimento esplicito al contratto giornalistico per quanto riguarda l'inquadramento, ma ad un contratto che dovrà essere il risultato di una concertazione.

Su questo punto la stampa si è dichiarata disponibile, essendo stata comunque ammessa al tavolo della trattativa, purché la Legge venga intanto approvata. Anche l'opposizione, che per ragioni di protesta ultimamente non ha mai ammesso in sede deliberante alcuna proposta di legge, ha dichiarato, durante l'assemblea, di essere pronta a fare un'eccezione, a patto che la stampa si impegni a rispettare la pluralità di opinioni e si assuma tutta la responsabilità di un ruolo così delicato, quale la comunicazione pubblica.

In chiusura, il Presidente della Commissione Villone si è impegnato ad includere questo Disegno di Legge nel calendario delle discussioni del Senato dei prossimi giorni, anche se intanto solo in sede referente. Concordi tutti i presenti sull'importanza di questo voto, per la Legge così come appare oggi, pur ravvisando in molti le lacune che lascia aperte.

(inserito su Web il 20.3.00)


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