Se si guardano molte edizioni on-line di giornali cartacei e di altre
pubblicazioni della Rete, spesso ci si accorge che gli addetti dei nuovi
media on-line non considerano sempre il "web editing" come un'attività
dedicata a un pubblico che non si aspetta giornali impaginati (con foto e
articoli) e telegiornali tradizionali (con anchormen e palinsesti
informativi).
Eppure, quest'ultima, è una verità innegabile. Un utente
utilizza Internet principalmente per cercare (search engine), aggiornarsi
in modo tempestivo (news ultima ora, meteo, servizi di pubblica utilità),
divertirsi e scaricare contenuti multimediali (mp3, giochi, software),
comunicare i tempo reale (e-mail e chat).
La produzione e il
confezionamento dell'informazione on-line deve seguire questi "trend",
generati dalla natura interattiva, ipertestuale e asincrona del medium. Ciò
non significa generare contenuti informativi "snaturati", commerciali e
pubblicitari. Piuttosto è dovere del giornalista su Internet assecondare il
ciber-utente servendolo attraverso i linguaggi e i meccanismi della Rete.
La cosiddetta "tirannia dell'ipertesto", ma potremmo definirla anche
"tirannia dello schermo" o della "digitalità" obbliga a ripensare i tempi e
gli spazi dell'informazione. Chiusi in confini ristretti (monitor),
comunicati da elementi iconografici e visuali anche non testuali (grafica,
audiovisivi), cliccabili "su richiesta" dall'utente i contenuti on-line
vanno sistemati per una fruizione elettronica corretta: la scrittura, gli
audio e i video devono essere progettati e inseriti sul Web in modo
ipertestuale.
Fu Ted Nelson, un esperto informatico con il pallino delle
invenzioni, a teorizzare per primo, negli anni '60, il concetto di
"ipermedia". "Il documento su uno strumento elettronico - sosteneva Nelson
- e' un metodo di composizione di un documento che utilizza il calcolatore
per cucire fra loro le componenti di un'opera in una rete; la lettura
dell'opera (comunemente detta navigazione) avviene seguendo un percorso
nella rete; il percorso e' una scelta del lettore fra le alternative
offerte dell'autore e viene determinato dal calcolatore sulla base
dell'una, delle altre e di ulteriori condizioni specifiicate dall'autore".
L'ipertesto è quindi un sistema per la costruzione e lettura delle
informazioni che non segue criteri lineari come la scrittura e la lettura
dove i concetti sono sequenziali, uno dopo l'altro.
Su un dispositivo
elettronico questa strategia potrebbe non avere senso perché attraverso
connessioni (link) a più parti del documento l'utente è libero di sceglieri
i percorsi a lui più congeniali senza percorsi obbligati:
l'esemplificazione della navigazione su Internet.
La sentenza di Ted
Nelson, confermata dalla pratica dello strumento, non lascia scampo:
qualunque contenuto o informazione sul computer che non segua tale dinamica
non è un contenuto elettronico bensì "elettronificato". Quest'ultimo
termine indica il trasferimento di un documento da un supporto tradizionale
al digitale.
In questo passaggio i contenuti non subiscono alcuna
modificazione, con l'apparato lineare - titoli, scrittura e testi in
generale - che viene trasferito sul medium digitale la cui fruizione invece
richiede ipertestualità.
Nonostante queste avvertenze, l'
"elettronificazione" dei contenuti avviene molto spesso sul Web. Si può
spiegare questo fenomeno con due diverse motivazioni: 1) chi realizza
contenuti giornalistici per l'on-line spesso viene dagli old media e non
tiene conto delle nuove dinamiche; 2) i realizzatori di giornali on-line
intendono stabilire una situazione di contiguità per non disorientare
troppo i nuovi utenti del WWW, abituati ad una lettura cartacea.
Si tratta
di due ragioni effimere in virtù di una trasformazione della cultura
interattiva degli utenti on-line che porta alla costruzione di giornali
sempre più adatt alle logiche di navigazione. Il testo lungo della
scrittura lineare ,sconfinato sul foglio, mal si adatta agli spazi angusti
del mezzo.
E' giocoforza necessario quindi produrre "ipo-scritture", ma
anche "ipo-contenuti" che facilitino la fruizione delle informazioni sullo
schermo.
Cosa è un "ipo-contenuto"? Il semiologo francese Roland Barthes ha
introdotto il termine "lessia" come unità di lettura all'interno di un
testo più ampio. Il concetto di "lessia", come sezione di contenuto, può
essere collegato allo spezzettamento della scrittura in blocchi, ma anche
al sezionamento di audiovideo copioso che sui nuovi media on-line non
potrebbero essere ben fruiti.
Un "ipo-contenuto" si presta bene per una
visione iper: è l'utente che sceglie l'unità in base ai click sul
documento. La leggerezza dell'informazione assicura velocità e libertà di
scelta.
Ecco il perché, sul Web, della "tirannia dell'ipertesto", ma anche
dei link che sono le chiavi di accesso alla sterminata quantità delle
informazioni su Internet. Questa consapevolezza è fondamentale per
acquisire una buona professionalità come web editor.
(inserito su Web il 30.1.01)
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