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Nuovi Media

Le illusioni
del giornalismo web

di Enrico Pulcini

Se si guardano molte edizioni on-line di giornali cartacei e di altre pubblicazioni della Rete, spesso ci si accorge che gli addetti dei nuovi media on-line non considerano sempre il "web editing" come un'attività dedicata a un pubblico che non si aspetta giornali impaginati (con foto e articoli) e telegiornali tradizionali (con anchormen e palinsesti informativi).

Eppure, quest'ultima, è una verità innegabile. Un utente utilizza Internet principalmente per cercare (search engine), aggiornarsi in modo tempestivo (news ultima ora, meteo, servizi di pubblica utilità), divertirsi e scaricare contenuti multimediali (mp3, giochi, software), comunicare i tempo reale (e-mail e chat).

La produzione e il confezionamento dell'informazione on-line deve seguire questi "trend", generati dalla natura interattiva, ipertestuale e asincrona del medium. Ciò non significa generare contenuti informativi "snaturati", commerciali e pubblicitari. Piuttosto è dovere del giornalista su Internet assecondare il ciber-utente servendolo attraverso i linguaggi e i meccanismi della Rete.

La cosiddetta "tirannia dell'ipertesto", ma potremmo definirla anche "tirannia dello schermo" o della "digitalità" obbliga a ripensare i tempi e gli spazi dell'informazione. Chiusi in confini ristretti (monitor), comunicati da elementi iconografici e visuali anche non testuali (grafica, audiovisivi), cliccabili "su richiesta" dall'utente i contenuti on-line vanno sistemati per una fruizione elettronica corretta: la scrittura, gli audio e i video devono essere progettati e inseriti sul Web in modo ipertestuale.

Fu Ted Nelson, un esperto informatico con il pallino delle invenzioni, a teorizzare per primo, negli anni '60, il concetto di "ipermedia". "Il documento su uno strumento elettronico - sosteneva Nelson - e' un metodo di composizione di un documento che utilizza il calcolatore per cucire fra loro le componenti di un'opera in una rete; la lettura dell'opera (comunemente detta navigazione) avviene seguendo un percorso nella rete; il percorso e' una scelta del lettore fra le alternative offerte dell'autore e viene determinato dal calcolatore sulla base dell'una, delle altre e di ulteriori condizioni specifiicate dall'autore".

L'ipertesto è quindi un sistema per la costruzione e lettura delle informazioni che non segue criteri lineari come la scrittura e la lettura dove i concetti sono sequenziali, uno dopo l'altro.

Su un dispositivo elettronico questa strategia potrebbe non avere senso perché attraverso connessioni (link) a più parti del documento l'utente è libero di sceglieri i percorsi a lui più congeniali senza percorsi obbligati: l'esemplificazione della navigazione su Internet.

La sentenza di Ted Nelson, confermata dalla pratica dello strumento, non lascia scampo: qualunque contenuto o informazione sul computer che non segua tale dinamica non è un contenuto elettronico bensì "elettronificato". Quest'ultimo termine indica il trasferimento di un documento da un supporto tradizionale al digitale.

In questo passaggio i contenuti non subiscono alcuna modificazione, con l'apparato lineare - titoli, scrittura e testi in generale - che viene trasferito sul medium digitale la cui fruizione invece richiede ipertestualità.

Nonostante queste avvertenze, l' "elettronificazione" dei contenuti avviene molto spesso sul Web. Si può spiegare questo fenomeno con due diverse motivazioni: 1) chi realizza contenuti giornalistici per l'on-line spesso viene dagli old media e non tiene conto delle nuove dinamiche; 2) i realizzatori di giornali on-line intendono stabilire una situazione di contiguità per non disorientare troppo i nuovi utenti del WWW, abituati ad una lettura cartacea.

Si tratta di due ragioni effimere in virtù di una trasformazione della cultura interattiva degli utenti on-line che porta alla costruzione di giornali sempre più adatt alle logiche di navigazione. Il testo lungo della scrittura lineare ,sconfinato sul foglio, mal si adatta agli spazi angusti del mezzo.

E' giocoforza necessario quindi produrre "ipo-scritture", ma anche "ipo-contenuti" che facilitino la fruizione delle informazioni sullo schermo.

Cosa è un "ipo-contenuto"? Il semiologo francese Roland Barthes ha introdotto il termine "lessia" come unità di lettura all'interno di un testo più ampio. Il concetto di "lessia", come sezione di contenuto, può essere collegato allo spezzettamento della scrittura in blocchi, ma anche al sezionamento di audiovideo copioso che sui nuovi media on-line non potrebbero essere ben fruiti.

Un "ipo-contenuto" si presta bene per una visione iper: è l'utente che sceglie l'unità in base ai click sul documento. La leggerezza dell'informazione assicura velocità e libertà di scelta.

Ecco il perché, sul Web, della "tirannia dell'ipertesto", ma anche dei link che sono le chiavi di accesso alla sterminata quantità delle informazioni su Internet. Questa consapevolezza è fondamentale per acquisire una buona professionalità come web editor.

(inserito su Web il 30.1.01)


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