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Nuovi media

Giornalismo futuro:
online, umts e videonews

di Enrico Pulcini

Tanti gli scenari, una certezza ferma nel futuro del giornalismo: la dipendenza dalla tecnologia nei processi di produzione informativa.

Che vuol dire? Che la professione del fare informazione (o gestirla) non potrà prescindere dall'utilizzo di strumenti in incessante evoluzione.

Tutto ciò va previsto per tempo, soprattutto per chi deve programmare la propria carriera professionale o riqualificarsi.

Primo punto: se è vero che, per il 2004, il volume degli affari del business-to-business on-line raggiungerà i 4.800 miliardi di dollari (previsione del Boston Consulting Group), editor e giornalisti saranno parte in causa di questo sviluppo. Ma in modo diverso che in passato.

E-commerce (soprattutto B-to-B), advertising e press forwarding faranno crescere la richiesta di servizi di comunicazione. In questo scenario gli addetti al settore attivi sui new media saranno probabilmente divisi in tre categorie distinte: "online editor", "online reporter", "online press agent".

Di fronte all'"overload informativo" (troppe news), un produttore di informazione non potrà essere scambiato con chi elabora ipertestualmente il contenuto. Un giornalista resterà tale anche nella rivoluzione digitale. Saranno i reporter a indagare, trovare notizie e parlare ad un microfono e in video.

Chi assemblerà ed elaborerà questi contenuti, prodotti da un altro, sarà l'editor il cui eclettismo e doti comunicative digitali ne faranno un professionista chiave dei new media. Giornalisti vs editors dunque, in una distinzione di ruoli più precisa di quella attuale.

Di fronte al problema dei grandi flussi informativi generati dalla digitalità, la società iper-informatizzata produrrà "giornalisti-postini" ("pusher") incaricati di gestire news e altri contenuti, ora frenando il flusso (selezione delle notizie) ora spingendolo (comunicatori, addetti stampa online).

Secondo punto: l'ascesa della comunicazione mobile. Se si dà credito ad una ricerca di IDC Research la quale afferma che l'Europa Occidentale, nel 2004, avrà più telefoni cellulari che apparecchi fissi (circa 300 milioni di utenti) è facile giungere alla conclusione che il giornalismo futuro avrà a che fare con il "wireless", ovvero, attraverso i dispositivi senza fili.

Un apparato progettato per cybergiornalisti dalla Columbia University (dotato di video-telefono, apparecchi per la comunicazione satellitare e "palm" computer) prefigura reporter "mobili" in grado di coprire qualunque evento tramite le nuove tecnologie digitali.

E mentre i reporter dovranno preoccuparsi della "presa diretta" dell'evento, gli editor saranno impegnati a gestire e configurare le informazioni per i monitor dei telefonini e dei computer palmari portatili attraverso i quali giungeranno agli utenti, via tecnologia UMTS, i contenuti del Web.

Sarà questo uno scenario prevalentemente di servizi, dove molti giornali online, anziché produrre informazione, forniranno bussole orientative e facilitazioni per divertirsi, lavorare, studiare, incontrarsi, tutto naturalmente online.

Terzo punto: il potenziamento delle infrastrutture telematiche. Nel 2005, secondo una previsione di Jupiter Communications, sarà la volta della piena affermazione del "turbo Internet". Per quella data, secondo lo studio, un terzo degli utenti domestici on-line negli Usa, circa 30 milioni di persone, possiederà accesso alla Rerte a banda larga.

I contenuti grafici e testuali saranno sempre più integrati con video-news e altri servizi composti da immagini in movimento. Sarà il momento dell'ascesa del giornalismo multimediale che vedrà editor, reporter e altri addetti online cimentarsi con il video e audio editing.

(inserito su Web il 12.12.00)


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