Tanti gli scenari, una certezza ferma nel futuro del giornalismo: la
dipendenza dalla tecnologia nei processi di produzione informativa.
Che
vuol dire? Che la professione del fare informazione (o gestirla) non potrà
prescindere dall'utilizzo di strumenti in incessante evoluzione.
Tutto ciò
va previsto per tempo, soprattutto per chi deve programmare la propria
carriera professionale o riqualificarsi.
Primo punto: se è vero
che, per il 2004, il volume degli affari del business-to-business on-line
raggiungerà i 4.800 miliardi di dollari (previsione del Boston Consulting
Group), editor e giornalisti saranno parte in causa di questo sviluppo. Ma
in modo diverso che in passato.
E-commerce (soprattutto B-to-B),
advertising e press forwarding faranno crescere la richiesta di servizi di
comunicazione. In questo scenario gli addetti al settore attivi sui new
media saranno probabilmente divisi in tre categorie distinte: "online
editor", "online reporter", "online press agent".
Di fronte all'"overload
informativo" (troppe news), un produttore di informazione non potrà essere
scambiato con chi elabora ipertestualmente il contenuto. Un giornalista
resterà tale anche nella rivoluzione digitale. Saranno i reporter a
indagare, trovare notizie e parlare ad un microfono e in video.
Chi
assemblerà ed elaborerà questi contenuti, prodotti da un altro, sarà
l'editor il cui eclettismo e doti comunicative digitali ne faranno un
professionista chiave dei new media. Giornalisti vs editors dunque, in una
distinzione di ruoli più precisa di quella attuale.
Di fronte al problema
dei grandi flussi informativi generati dalla digitalità, la società
iper-informatizzata produrrà "giornalisti-postini" ("pusher") incaricati di
gestire news e altri contenuti, ora frenando il flusso (selezione delle
notizie) ora spingendolo (comunicatori, addetti stampa online).
Secondo punto: l'ascesa della comunicazione mobile. Se si dà credito ad una
ricerca di IDC Research la quale afferma che l'Europa Occidentale, nel
2004, avrà più telefoni cellulari che apparecchi fissi (circa 300 milioni
di utenti) è facile giungere alla conclusione che il giornalismo futuro
avrà a che fare con il "wireless", ovvero, attraverso i dispositivi senza
fili.
Un apparato progettato per cybergiornalisti dalla Columbia
University (dotato di video-telefono, apparecchi per la comunicazione
satellitare e "palm" computer) prefigura reporter "mobili" in grado di
coprire qualunque evento tramite le nuove tecnologie digitali.
E mentre i
reporter dovranno preoccuparsi della "presa diretta" dell'evento, gli
editor saranno impegnati a gestire e configurare le informazioni per i
monitor dei telefonini e dei computer palmari portatili attraverso i quali
giungeranno agli utenti, via tecnologia UMTS, i contenuti del Web.
Sarà
questo uno scenario prevalentemente di servizi, dove molti giornali online,
anziché produrre informazione, forniranno bussole orientative e
facilitazioni per divertirsi, lavorare, studiare, incontrarsi, tutto
naturalmente online.
Terzo punto: il potenziamento delle
infrastrutture telematiche. Nel 2005, secondo una previsione di Jupiter
Communications, sarà la volta della piena affermazione del "turbo
Internet". Per quella data, secondo lo studio, un terzo degli utenti
domestici on-line negli Usa, circa 30 milioni di persone, possiederà
accesso alla Rerte a banda larga.
I contenuti grafici e testuali saranno
sempre più integrati con video-news e altri servizi composti da immagini in
movimento. Sarà il momento dell'ascesa del giornalismo multimediale che
vedrà editor, reporter e altri addetti online cimentarsi con il video e
audio editing.
(inserito su Web il 12.12.00)
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