i

Cosa è Infocity >> Chi siamo >> Contatti
Copyright © 1995-2001
tutti i diritti riservati

ii
angolobludx1.jpg (5056 byte)
down blu.jpg (5937 byte)
top arancio.jpg (5736 byte)

Professione

Freelance in rivolta
No al "pezzo" su più media

di Omar Sonetti

Siete dei giornalisti freelance ed il vostro lavoro consiste nello scrivere articoli o altri testi su richiesta di un editore?

Pensate un attimo: vi siete mai chiesti, una volta consegnato "il pezzo", dove vanno i vostri elaborati, che fine fanno, sono stati ben pagati?

Negli Stati Uniti, patria dei freelance (teoricamente tutti i giornalisti sono tali in quanto non assoggettati da un contratto nazionale), sono sempre più numerose le querelle che vedono contrapposti redattori agli editori. Il pomo della discordia sono gli "utilizzi multipli" che i proprietari di gruppi editoriali fanno dei contenuti singoli creati dai reporter.

Il gioco è semplice: io ti compro un articolo ma, siccome l'ho acquistato e quindi ne sono il proprietario, di esso posso farne quello che desidero.

Tutto ciò porta i freelance negli Stati Uniti a svendere le proprie creazioni, se si considera che (la tendenza è in grande crescita) chi acquista un articolo possiede in genere catene di media e può diffondere un prodotto editoriale su più mezzi.

L'ultimo di questi casi ha visto contrapposti l' "Union Tribune" di San Diego a un gruppo di freelance il cui lavoro è indispensabile per realizzare il maggior giornale della terza città della California.

Cosa ha fatto infuriare i giornalisti? Semplice: il fatto che, senza nessuna specifica nel contratto, gli articoli elaborati per il giornale cartaceo venissero poi pubblicati spassionatamente anche sull'edizione online dello stesso.

"E' una violazione del copyright": hanno gridato i 395 freelance legati all'editore da un accordo definito "illegale" e che stanno muovendo una guerra giurisprudenziale contro la Copley Press, proprietaria dell'Union Tribune.

Il caso non è isolato. Nei mesi scorsi anche il Boston Globe e alcune testate di New York hanno avuto vicende simili. L'integrazione tra i vari media e l'ascesa di gruppi multi-mediali genererà sempre più di frequente dispute di questo tipo.

Alcuni ammoniscono che potrebbe essere il far west dell'editoria. Il fatto è che l'informazione, oggi merce a tutti gli effetti al pari della frutta, di un capo di abbigliamento o della benzina, è l'unico prodotto che viene acquistato ma consumato da più persone. Se io compro una mela sarò solo io a mangiarla.

Una "sola" notizia scritta da un giornalista, una volta comprata, può essere manipolata, ri-confezionata e riprodotta in un numero illimitato di copie a beneficio di un numero illimitato di lettori. Il manico del coltello è quindi dalla parte dell'editore.

Di fronte all'aumento delle edizioni di giornali online anche in Italia, che succederà da noi? Provate a farvi un giro sui giornali online e guardate quanti articoli sono riprodotti sia sulla versione cartacea che su quella digitale. Ci potrebbero essere delle soprese.

(inserito su Web il 27.11.00)


SERVIZI >>
Prendi contenuti

Ottieni visibilità

Trova lavoro

down orange.jpg (5702 byte)
top celeste.jpg (5740 byte)

Registrati!

Copyright

Ti è piaciuto questo servizio?
Segnala Infocity ad un amico!
Inserisci il tuo nome

Inserisci la tua e-mail

Inserisci l'e-mail
del tuo amico

 

<<< torna ad inizio pagina