Siete dei giornalisti freelance ed il vostro lavoro consiste nello scrivere
articoli o altri testi su richiesta di un editore?
Pensate un attimo: vi
siete mai chiesti, una volta consegnato "il pezzo", dove vanno i vostri
elaborati, che fine fanno, sono stati ben pagati?
Negli Stati Uniti, patria
dei freelance (teoricamente tutti i giornalisti sono tali in quanto non
assoggettati da un contratto nazionale), sono sempre più numerose le
querelle che vedono contrapposti redattori agli editori. Il pomo della
discordia sono gli "utilizzi multipli" che i proprietari di gruppi
editoriali fanno dei contenuti singoli creati dai reporter.
Il gioco è
semplice: io ti compro un articolo ma, siccome l'ho acquistato e quindi ne
sono il proprietario, di esso posso farne quello che desidero.
Tutto ciò
porta i freelance negli Stati Uniti a svendere le proprie creazioni, se si
considera che (la tendenza è in grande crescita) chi acquista un articolo
possiede in genere catene di media e può diffondere un prodotto editoriale
su più mezzi.
L'ultimo di questi casi ha visto contrapposti l' "Union
Tribune" di San Diego a un gruppo di freelance il cui lavoro è
indispensabile per realizzare il maggior giornale della terza città della
California.
Cosa ha fatto infuriare i giornalisti? Semplice: il fatto che,
senza nessuna specifica nel contratto, gli articoli elaborati per il
giornale cartaceo venissero poi pubblicati spassionatamente anche
sull'edizione online dello stesso.
"E' una violazione del copyright": hanno
gridato i 395 freelance legati all'editore da un accordo definito
"illegale" e che stanno muovendo una guerra giurisprudenziale contro la
Copley Press, proprietaria dell'Union Tribune.
Il caso non è isolato. Nei
mesi scorsi anche il Boston Globe e alcune testate di New York hanno avuto
vicende simili. L'integrazione tra i vari media e l'ascesa di gruppi
multi-mediali genererà sempre più di frequente dispute di questo tipo.
Alcuni ammoniscono che potrebbe essere il far west dell'editoria. Il fatto
è che l'informazione, oggi merce a tutti gli effetti al pari della frutta,
di un capo di abbigliamento o della benzina, è l'unico prodotto che viene
acquistato ma consumato da più persone. Se io compro una mela sarò solo io
a mangiarla.
Una "sola" notizia scritta da un giornalista, una volta
comprata, può essere manipolata, ri-confezionata e riprodotta in un numero
illimitato di copie a beneficio di un numero illimitato di lettori. Il
manico del coltello è quindi dalla parte dell'editore.
Di fronte
all'aumento delle edizioni di giornali online anche in Italia, che
succederà da noi? Provate a farvi un giro sui giornali online e guardate
quanti articoli sono riprodotti sia sulla versione cartacea che su quella
digitale. Ci potrebbero essere delle soprese.
(inserito su Web il 27.11.00)
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