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Professione

Giornalisti mercenari per
news su richiesta

Vendite di giornali in calo, pubblicazioni di settore costrette a mortificanti svendite in edicola per non scomparire, audience televisiva analogica erosa dal digitale e da altri mezzi interattivi sempre più aggressivi. Ma se l'informazione è bene indispensabile e sempre esisterà, a fronte del progressivo depauperamento delle pubblicazioni tradizionali, quali saranno i nuovi bisogni informativi della società digitale e del mondo elettronico?

Qualcuno in America pensa che un giorno non troppo lontano il "datore di lavoro" del giornalista (a fronte del digitale questa denominazione è ancora attuale?) potrebbero non essere più i soggetti tradizionali del comparto editoriale (giornali, riviste e tv) ma singoli, corporazioni e aziende disposte a pagare come oro informazioni preziose ed esatte "pro domo sua", non solo di tipo commerciale, ma anche di carattere politico.

Un anticipo di quest'era giornalistica mercenaria è stata la baldanzosa operazione di Larry Flynt, editore della rivista Hustler che, in cerca di scoop e notizie bomba, ha piazzato uno spot sulle pagine del Washington Post promettendo una ricompensa di oltre 1 milione di dollari a chi esaudiva una precisa ricerca informativa. La richiesta di Flynt era esplicita: "cerco notizie e informazioni esatte su un presunto scandalo sessuale che avrebbe coinvolto un membro del Congresso". Un appello andato a buon fine: qualche tempo dopo l'annuncio pubblicitario indagini giornalistiche hanno portato alla gogna mediatica, poco tempo dopo quella ormai simbolo del sex-gate, e quindi alle dimissioni, Bob Livingston, in procinto di diventare portavoce del parlamento.

Il vulcanico Flynt ha insistito nei suoi appelli: qualche settimana dopo il  primo spot, Flynt ha messo sotto accusa  anche il repubblicano Bob Barr. A chi chiedeva dove volesse  arrivare e a chi lo accusava di comprarsi le informazioni "pro domo sua" Flynt, in un'affolatissima conferenza stampa convocata anche per chiarire le proprie idee a  una stampa terrorizzata dal timore di perdere il dominio del controllo informativo, soprattutto verso le notizie della politica, rispondeva con queste parole: "questo sarà il giornalismo del futuro: saranno aziende e organizzazioni a pagare i giornalisti per avere informazione esatta".

Negli Usa si è subito scatenato un velenoso dibattito in questi termini: che giornalismo sarà mai la pratica di informare un proprio committente consegnandoli informazioni esatte a buon prezzo che lui utilizzerà per proprio conto? Alcuni hanno gridato all'orrore etico affermando che una delle principali regole del buon "reporting" è quella di informare "per dovere di cronaca" e non per rispondere ad un annuncio milionario che arricchisce singolarmente il giornalista. Bernard Kalb, esperto di informazione della Cnn, si è scagliato contro l'operazione di Flynt, sostenendo che il reporter nel costruire un articolo su richiesta verrebbe irrimediabilmente condizionato dalla ricompensa che riceverebbe in caso di indagini fruttifere ed esclusive.

Altri si sono detti possibilisti verso questa nuova forma di giornalismo ritenendo l'abitudine consolidata di ampi settori della politica americana di affidare indagini investigative ad esperti d'informazione per mettere in cattiva luce i rivali, già una forma di reporting mercenario occulto ma da apprezzare quando affidabile e serio. In verità le avvisaglie del "checkbook journalism" (così viene chiamata in America la redazione di articoli "su commissione") sono già avvenute in occasione della vicenda di O.J. Simpson, quando editori hanno pubblicamente offerto laute ricompense a coloro in grado di smontare una tesi processuale piuttosto che un'altra ad uno dei più celebri processi  della storia recente.

La pratica del "checkbook  journalism" appare come una sorta di supermercato della notizia dove la merce non è su scaffali ordinati ma piuttosto costruita su richiesta di qualche facoltoso committente o di potentissime aziende avide d'informazione "fondamentale", che fa diventare l'informazione ottenuta "una taglia" sulla testa di chi il giornalista indagherà. Una corsa alla migliore notizia foraggiata  a suon di milioni di dollari possibile negli Usa dove la costruzione della realtà attraverso le news e quindi la persuasione del pubblico è pratica più agevole che in Europa dove più forti sono i vincoli etici e meno bassa è la soglia di credibilità delle notizie.

(inserito su Web il 25.05.99)


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