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Professione

Giornalisti online: nasce lo
stile del reporter segugio

di Sandra Cavallo

I risultati del sondaggio on line realizzato a marzo da Infocity hanno indicato che, anche tra i giornalisti che navigano su Internet, sono pochi coloro che praticano effettivamente il giornalismo on line, cioè, che producono contenuti per la rete. Eppure, siamo in un momento di particolare sviluppo del mezzo Internet, in cui c'è grande richiesta di 'manodopera intellettuale' tecnologicamente avanzata, e dunque un nuovo ventaglio di opportunità occupazionali per chi sappia cogliere l'occasione.

La comunicazione on line offre innanzitutto la possibilità di un'autonomia imprenditoriale senza pari. Per la prima volta nella storia dei media è possibile oggi, per chiunque abbia un livello minimo di conoscenze, di mezzi tecnici ed economici, diventare editore di se stesso. "Una delle principali e più rivoluzionarie peculiarità di Internet è l'economicità" dice Silvano Vetrugno, condirettore di Affari Italiani, un quotidiano esclusivamente on line che ha raggiunto un vastissimo successo grazie a servizi ad alta interattività. "L'abbattimento di costi industriali e di distribuzione ha consentito ad un gruppo di colleghi senza conto in banca, finanziatori né sovvenzioni, di creare un quotidiano in tempo reale, diffuso e letto in tutto il mondo".

Ma lavorare sul Web non vuol dire solo maggiori opportunità imprenditoriali. Internet modifica anche altri fattori dell'attività del giornalista legati alle situazioni del lavoro quotidiano."Credo che i nuovi media stimolino molto al lavoro di squadra", aggiunge Vetrugno. "Chi cerca e lavora la notizia si avvale di solito della collaborazione di altri colleghi in navigazione e dell'apporto di tecnici per arricchire il pezzo dal punto di vista dell'ipertestualità, della grafica, dell'approfondimento attraverso link o materiali multimediali, dell'interattività (creando opportunità di intervento del lettore). Tutto ciò 'in tempo reale', cioè ai ritmi (brucianti) adeguati alle proprietà e alle potenzialità del mezzo. La mole enorme del flusso informativo che attraverso i mezzi elettronici investe l'utente tende peraltro a sbilanciare la figura del giornalista-comunicatore verso un ruolo, sempre più prezioso, di filtro verificatore e selezionatore, più che cacciatore, di notizie".

Un'altra differenza significativa del mezzo Internet rispetto alla carta stampata è la possibilità che offre al giornalista di confrontarsi in modo diretto con i propri lettori. Si tratta di una vera e propria rivoluzione copernicana nella comunicazione giornalistica.

"Da questa evoluzione nasce inevitabilmente un'evoluzione del ruolo del giornalista", dice Andrea De Andreis, editore di Punto Informatico, quotidiano specializzato in informatica presente on line dal 1996. "Oggi un giornale di carta vende una quantità di copie per via dell'intero contenuto del giornale. L'editore - e tanto meno il giornalista - non saprà mai se in un tal giorno sono state lette più le notizie di politica che quelle sportive: si vende un pacchetto, ti piace o non ti piace. Avete mai fatto caso a quanto sia difficile trovare sui giornali stampati parole di condanna verso i disservizi offerti da talune aziende? Il giornalista Web deve agire al contrario: deve rispondere alle esigenze dei lettori, altrimenti gli accessi al proprio articolo crollano, e il più delle volte non si riceve un compenso. In linea teorica la comunicazione del giornalista Web non lascia spazio a logiche di lobby o di bandiera. Nell'esperienza di Punto Informatico si sta sviluppando una salutare competizione tra i diversi giornalisti, perché ognuno di loro conosce in termini di risultati l'interesse dei lettori per il proprio lavoro".

Non è naturalmente che il mercato del giornalismo su Web sia un luogo del tutto roseo. Le iniziative che 'sfondano' e riescono a raggiungere un pubblico abbastanza ampio restano comunque un numero limitato. Spesso si tratta di investimenti imprenditoriali ben lontani dal raggiungere il punto di break-even economico, ed anche le collaborazioni giornalistiche evidentemente sono spesso poco stabili e poco remunerative. Non diversamente d'altronde da quanto accade anche in molte testate tradizionali. "É evidente che le possibilità per chi vuole fare il giornalista si ampliano grazie alla diffusione di Internet" afferma Sabina Minardi, giornalista di Repubblica.it e di diverse altre testate elettroniche, "ma credo che le maggiori opportunità si creino nell'ambito delle versioni elettroniche dei giornali tradizionali, con una loro credibilità già affermata.

Mi sembra che le webzines, le riviste presenti solo su Internet, spesso non diano ai giornalisti reali possibilità professionali. Si tratta di iniziative interessanti per il fatto che danno una opportunità di libera espressione a chi altrimenti non potrebbe permettersi i costi di stampa e diffusione di una pubblicazione su carta; ma difficilmente si potrà parlare di un reale esercizio del giornalismo professionale - naturalmente ci sono eccezioni importanti, soprattutto se si va incontro ai bisogni di un mercato di nicchia".

Su questo è in parte d'accordo anche Andrea De Andreis: "Sebbene sia vero che su Internet ognuno può essere imprenditore di se stesso, mi pare che anche su Internet in termini di diffusione e di pubblicità contino - sebbene in modo diverso - i dati del brand, cioè della capacità di una testata di affermare l'insieme di quanto prodotto da una molteplicità di giornalisti". Nei casi in cui, testata 'tradizionale' alle spalle o meno, un giornale on line riesce ad offrire buone garanzie di credibilità, si apre dunque lo spazio per un reale esercizio del giornalismo professionale su Internet.

Secondo De Andreis, "stiamo assistendo alla nascita di una nuova professione. Lo sviluppo di questa professione è inevitabilmente legato alla crescita di un mercato che solo adesso comincia a muovere i primi passi. Ma a differenza di quanto spesso accade per la carta stampata il giornalismo su Web tende ad essere più attento agli interessi espressi dai lettori. Per cui la valutazione di un giornalista Web si basa non solo sui tradizionali criteri di contenuto e capacità di inchiesta ma anche su di un dato nuovo, ovvero il gradimento dei lettori, come in qualche modo già sanno i colleghi della televisione. D'altra parte gli sponsor non pagano per il numero di caratteri che compongono l'articolo ma per il numero di volte che una certa pagina viene visualizzata. Ecco allora che diventa fondamentale riuscire a dar voce alla gente piuttosto che alle aziende.

Queste ultime la loro voce la possono acquistare facendo inserzioni pubblicitarie (banner)". Più opportunità imprenditoriali, maggiore lavoro di squadra, ritmi più veloci, più vicinanza agli interessi del lettore, maggiori possibilità di verifica del gradimento, un ruolo di 'selezionatore' più che 'cacciatore' di notizie: ecco dunque le novità più rilevanti del giornalismo Web secondo l'esperienza di chi ha intrapreso questa professione.

"Tutto sommato, però", commenta Sabina Minardi, "nella mia esperienza i caratteri fondamentali dell'attività giornalistica restano invariati rispetto al giornalismo tradizionale: mi riferisco all'esperienza della notizia e via dicendo". Lo iato tra giornalismo tradizionale e giornalismo web va forse ridimensionato? "Mi pare che i giornalisti tradizionali, dopo una forse solo apparente originaria diffidenza, oggi stiano affrontando il Web in un'ottica diversa" dice De Andreis. "E non è un caso che molti colleghi della carta stampata scelgano di impegnarsi in iniziative editoriali anche on line".

(inserito su Web il 29.4.99)


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