Con lavvento del Web lentusiasmo degli inizi ha portato migliaia di accattiemmellisti
onnipotenti a creare siti fai da te. Linnovazione rappresentata dal WWW ha letteralmente
regalato al settore editoriale il passapartout per concentrare allinterno dellelaboratore
elettronico la redazione, il reparto grafico e la tipografia di un opera testuale. Le migliaia di
documenti che fluttuano sulle acque infinite del WWW furono (e lo sono oggi ancora in parte)
per la maggior parte scritti da entusiasti accattiemmellisti.
Nellevoluzione della pubblicazione
di documenti lHTML (hyper text markup language: il linguaggio tramite cui vengono realizzate le
pagine web) rappresenta il definitivo distacco dalla materialità dei processi di stampa, già
iniziata con lutilizzo del computer in campo editoriale. Il gesto di lavorare un documento da far
vedere sul World Wide Web, con la disposizione dei codici che definiranno, quando letti dal
browser, laspetto estetico delle pagine, assomiglia più allincisione della tavoletta con caratteri cuneiformi degli albori della scrittura
che ai faticosi ed interminabili processi tipografici.
Anche con lHTML colui che redige il
documento può pubblicare la propria realizzazione immediatamente scolpendo, invece che la
pietra con lo scalpello, il testo in ASCII con la tastiera, fino alla sua forma definitiva, che vedrà la
luce attraverso il browser.
Un ritorno allantica che elimina dun colpo la stampa e fornisce allautore di un testo, articolo,
libro la possibilità di pubblicare la propria realizzazione immediatamente ad una platea
certamente più vasta di quella sumera: i milioni di utenti Internet nel mondo. Con lHyperText
Markup Language lautore del sito può confezionare il testo secondo criteri grafici autonomi,
sistemando i caratteri come un tipografo elettronico. Pubblicando inoltre il documento
immediatamente attraverso le connessioni Internet, scavalcando compositori, reparti grafici,
edicole o spedizioni postali.
Oggi, pero, la grande arena del Web, ha condotto ad una competizione per la migliore
rappresentazione possibile. Cio richiede competenze specifiche che riducono le differenze di
organizzazione del lavoro tra le redazioni digitali e quelle editoriali che producono libri, giornali,
riviste. Anche su Web vi e bisogno di specializzazione nelle attivita di scrittura, di grafica e di
programmazione dei linguaggi informatici che, in qualche modo, ripristinano le antiche
differenze.
Redazione web quindi come sistema di produzione organizzato da un architetto digitale
progettatore e costruttore di contenuti e regista solitario dellopera oppure come fucina di bit che
in fondo riproduce lorganizzazione di qualunque gruppo di lavoro alle prese con unopera
creativa. Lo sfruttamento del WWW in ambito commerciale e promozionale ha trascinato molti
operatori, aziende e piccole societa, alla creazione di nuclei di produzione digitale preposti
allallestimento e al funzionamento di un sito. Queste redazioni web, rispetto allopera di un
regista solitario, svolgono gli stessi compiti dellindividuo singolo alle prese con una
realizzazione ma con piu efficacia in quanto possono attivare procedure di divisionalizzazione
del lavoro tipiche di ogni produzione.
La causa principale del progresso nelle capacita produttive del lavoro, nonche della
maggior parte dellarte, destrezza e intelligenza con cui il lavoro viene svolto e diretto, sembra
sia stata la divisione del lavoro. Questo pensiero e contenuto nel volume La ricchezza del
lavoro delleconomista scozzese Adam Smith che, alla fine del 1700, dissertava sullevoluzione
dellallora incipiente Rivoluzione Industriale.
E Smith ha porre per primo lesempio dello spillo
come emblema della nuova societa basata sulla produzione di massa di beni. La manifattura di
spilli, spiega Smith, necessita di 18 operazioni distinte che solo al termine del ciclo portano
alloggetto da commercializzare: un lavorante trafila il metallo, un altro raddrizza il filo, un terzo
lo taglia, un quarto gli fa la punta, un quinto si occupa della capocchia ecc. La conclusione di
Smith e la seguente: piu alto e il grado di avanzamento di un Paese, piu spinta e la
suddivisione delle occupazioni e dei mestieri. Cio che in uno stadio primitivo della societa e opera di un solo uomo,
diviene opera di parecchi in una societa progredita.
Smith parla da un altra epoca e con una
visione tardo-settecentesca della produzione che puo lasciare insoddisfatti. Eppure, possiamo
notare che ora un mondo del lavoro costruito intorno a fabbriche, fucine e officine della
Rivoluzione Industriale torna con quella Digitale. Occorre riapplicare gli schemi di allora ad una
nuova rivoluzione che, sebbene, non si svolga in luoghi di produzione fisici (le fabbriche) sta
imponendo le stesse divisionalizzazioni produttive ed il ricorso a manodopera, come due secoli
fa nei Paesi economicamente piu evoluti del mondo.
E una tesi, questa, ormai proposta da
sociologi ed economisti che analizzano lattuale sviluppo della produzione digitale.
Ai suoi albori il Web, come gia detto, offri a chiunque la possibilita di editare siti semplici grazie
alla padronanza di uno strumento di programmazione basato su un linguaggio informatico
relativamente semplice, lhtml. Levoluzione dei dispositivi, le potenzialita del WWW e la
necessita di competere in scenari di mercato dove comunicazione e informazione sono decisivi
per veicolare i messaggi, impongono logiche di produzione multimediale intese come vere e
proprie catene di montaggio.
(inserito su Web il 13.3.00)
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