Come si stanno muovendo su Web le grandi firme del giornalismo italiano? In un momento di enorme espansione commerciale per la Rete italiana, c'è un bisogno impellente di contenuti autorevoli in grado di trainare le iniziative di business online.
Niente di meglio che una grande firma che richiami pubblico con il prestigio del suo nome. E dal punto di vista dei giornalisti, niente di meglio del web per potersi liberare, grazie alla fama conquistata sul campo, delle limitazioni imposte da un editore.
La tentazione è quella di seguire l'esempio di ribellione cyber-giornalistica di Matt Drudge colui che, proprio attraverso una webzine a proprio nome (l'ormai celeberrimo Drudgereport.com), ha rivendicato il diritto di fare informazione al di là del controllo di un editore. Drudge è diventato famoso in tutto il mondo per aver pubblicato per primo, nel suo sito, lo scoop dello scandalo Lewinski. Siamo andati dunque a cercare dove sono e cosa fanno, nella Rete italiana, le nostre grandi firme.
Tra i nomi noti del giornalismo italiano sono molti coloro che hanno a disposizione un proprio spazio su Web sotto forma di una colonna nel sito web della propria testata, come Vittorio Zucconi e Curzio Maltese sulla Repubblica, Gianni Riotta sulla Stampa, Beppe Severgnini sul Corriere e tra breve persino Enzo Biagi sul sito Rai (lasciando da parte Indro Montanelli che, sul Corriere online, ha solo la riproduzione della Stanza pubblicata nel quotidiano).
Si tratta in genere della versione online degli interventi pubblicati sulle testate tradizionali o di articoli scritti ad hoc per la rete, integrati con un'interazione più immediata con i lettori e l'opportunità di dare spazio a commenti che non troverebbero posto nelle colonne del giornale. E con la possibilità inoltre di verificare immediatamente il gradimento dei propri interventi, contando il numero di accessi delle pagine.
Ma nonostante queste colonne siano spazi autonomi gestiti dal giornalista, rientrano ancora all'interno delle iniziative dell'editore. Non parliamo infatti in questi casi di uno spazio autonomo in cui la 'firma' si emancipa e diventa editore di se stesso.
E' così invece nel caso di Barbara Palombelli, una delle prime personalità del giornalismo italiano a sperimentare un discorso di editoria indipendente su Web. Nel suo sito, la giornalista di Repubblica si occupa di dialogare con i lettori-navigatori, pubblicare speciali reportage, un diario personale quotidiano e elargire i propri consigli a chi vuole contattarla. Insomma un'iniziativa personale per stabilire un contatto diretto con il proprio pubblico, scavalcando intermediazioni e controlli.
Animato dallo stesso intento, ma meno politically correct, è il sito di Roberto D'Agostino, Dagospia.com, periodo telematico dedicato al gossip. La cifra di Dagospia è la volontà di prendersi tutte le libertà al di là di ogni controllo, con le sue 'odiografie', il 'porcale' e il motore di ricerca per navigare attraverso il gossip internazionale; senza dover subire censure, dopo che la sua rubrica sull'Espresso gli è stata tolta a sei mesi dall'apertura.
Dopo il costume e il gossip, un altro esempio viene dallo sport: Rino Tommasi, celebre giornalista sportivo che fu il primo direttore dei servizi sportivi per Canale 5, è online anche lui con un sito che si chiama con il suo nome e cognome e che contiene la sua biografia ed i principali servizi.
In campo finanziario, c'è invece l'ormai notissimo Francesco Carlà che pubblica in maniera del tutto indipendente i propri contenuti informativi in campo finanziario sfruttando un proprio sito Web e diffonde una newsletter che conta ormai un numero di iscritti strabiliante. Da citare anche La Lettera Finanziaria di Giuseppe Turani, che se pure
ospitata all'interno di Repubblica.it, tuttavia si configura come uno spazio
piuttosto indipendente e legato alla personalità del giornalista.
Vicino di casa del mondo giornalistico, è online con un proprio sito anche il vignettista Giorgio Forattini, che dichiara di essere sbarcato online dopo aver letto le notizie fallaci di un articolo americano che parlava di lui, e il cui il autore ha dichiarato di essersi documentato su Internet. Per riprendere il controllo delle informazioni che la rete metteva in circolo su di lui, Forattini ha inaugurato il proprio sito ufficiale che contiene tutte le notizie biografiche, le vignette, i libri. Internet ora strumento di ribellione, ora di controllo, comunque di affermazione individuale.
Certo va detto che oggi la gran parte dei giornalisti italiani dotati di un sito Web personale dove pubblicano i propri reportage sono i freelance, la grande popolazione dei giornalisti meno noti che si autopromuovono con l'aiuto della Rete. Non le attuali firme del giornalismo, il cui nome è diventato celebre nel mondo della carta stampata, ma coloro che aspirano a diventare, nel prossimo futuro, le grandi firme del Web. Lo spazio c'è.
I Link:
(inserito su Web il 3.10.00)
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