Due miliardi di dollari di ricavi, un tasso di crescita del 118%
nel 1998: la pubblicità on line, dopo solo quattro anni di vita, gode di ottima salute e
lascia ben sperare per il futuro. Secondo l'ultimo studio dell'Internet Advertising
Bureau, Internet sta facendosi strada tra gli altri media tradizionali ad un ritmo
accelerato.
Le campagne tramite banner pubblicitari
continuano ad essere la forma predominante (56%), insieme alle sponsorizzazioni di siti di
servizio (30%). Con la crescita mondiale dell'utilizzo della rete - in Italia gli utenti
sono oggi 5 milioni - aumentano i budget che gli inserzionisti dedicano al nuovo mezzo. E
aumentano anche le offerte degli Ad Network, i cosiddetti "supermercati del
banner", come DoubleClick o ClickIt, in grado di gestire la compravendita di spazi
pubblicitari on line, la rotazione di banner mirata sulle caratteristiche del singolo
visitatore e dell'inserzionista, e i report di dati da presentare agli inserzionisti sulle
esposizioni effettuate.Che il mercato sia in evoluzione lo dimostra anche l'evolversi dei
modi di pagamento delle inserzioni on line: dal CPM (costo per mille esposizioni di un
banner ad un 'navigatore') si è passati al CPC (costo per clickthrough: per ogni clic
effettivamente provocato) e al CPA (costo per azione: il cliente paga solo per gli
effettivi acquisti, o download, o moduli compilati, cioè solo per il numero di volte in
cui gli utenti effettuano l'azione desiderata).Per meglio comprendere le caratteristiche
di questo mercato in movimento, abbiamo intervistato Marco Locatelli, responsabile
commerciale di Double Click Italy.
Double Click è uno dei maggiori Ad Network
mondiali ed opera in mercati tra loro molto diversi: America, Europa, Asia. Quali sono le
peculiarità del mercato della pubblicità on line europeo, e in particolare italiano,
rispetto a quello statunitense? Non credo che vi siano sostanziali differenze tra il
mercato americano e quello europeo, se non i termini numerici e di velocità di
trasmissione dati. Ormai anche in Europa Internet si sta affermando come un mezzo di
comunicazione e di marketing da integrare con i media "tradizionali". L'Italia
si sta rapidamente mettendo al passo. E' vero che in Europa é ancora il banner che sta
facendo la parte del leone, mentre negli Stati Uniti si stanno affermando molto anche le
sponsorizzazioni. Di sicuro assisteremo ad un grande sviluppo del commercio elettronico, e
le aziende dovranno velocemente attrezzarsi per far fronte a questo tipo di esigenza da
parte dei un numero sempre maggiore di utenti Internet, e ciò implicherà maggior
attenzione da parte degli investitori ai risultati delle campagne on-line.
In questi anni sono emerse alcune tendenze
pubblicitarie che sono specifiche di Internet, come la necessità di fare promozione
tramite l'offerta di contenuti informativi e servizi effettivamente utili all'utente,
piuttosto che meramente d'immagine. Crede che questo genere di tendenze potranno
riflettersi anche sui media tradizionali, sul modo di fare pubblicità in TV o sulla carta
stampata? Non penso che Internet, o meglio, il modo di comunicare che
esiste su Internet sia in termini di advertising sia in termini di contenuti si possa in
qualche modo riflettere sui media tradizionali quali la TV e la carta stampata, per le
caratteristiche passive che hanno tali mezzi. La peculiarità - e il grande vantaggio - di
Internet è che la pubblicità veicolata tramite banners o sponsorizzazioni é
completamente interattiva, dà all'utente la possibilità di verificare immediatamente
tramite un click quello che gli viene offerto e, eventualmente, di acquistarlo. Con i
media tradizionali l'utente viene esposto alla pubblicità in modo totalmente passivo e se
anche fosse interessato al prodotto non ha la possibilità di chiedere ulteriori
informazioni se non recandosi in negozio, facendo passare del "tempo prezioso"
tra la ricezione del messaggio e l'azione.
Lei sta facendo riferimento al tradizionale modello
'pull' della rete, in cui è l'utente a recarsi dove vuole, per scelta. Ma c'è chi ha
cercato di promuovere un modello 'push', come quello televisivo, in cui l'utente riceve
dei dati già confezionati su misura delle sue esigenze, precedentemente sondate. Come nel
caso dei quotidiani personalizzati che ti offrono solo le rubriche che hai scelto, o i
supermercati on line in cui l'utente si vede proporre già al suo ingresso gli articoli
che acquista di solito, o le librerie che propongono a chi acquista un libro di comprarne
anche un altro, perché hanno visto che di solito chi prende il primo è interessato anche
al secondo. Quale di questi due modelli, push e pull, crede si affermerà alla fine? Vorrei rimanere salomonico e dire che secondo me non vi
sarà un prevalere di un modello push contro uno pull. Gli utenti professionali internet
sfrutteranno le potenzialità dei vari portal o i servizi dei siti singoli per avere ogni
giorno le informazioni che possono essere utili per la loro attività e non disperdere
energie. Ma le caratteristica del web é quella della massima libertà, del non
rinchiudersi in schemi precostituiti, e quindi si continuerà anche a cercare nella rete,
a navigare alla ricerca di ciò che interessa senza aspettare che ci arrivi scodellato sul
piatto. E' un po' come pensare che avendo a disposizione una barca per navigare si
preferisca stare in casa a guardare videocassette sulle regate; se devo studiare gli
avversari mi guardo le videocassette, ma se voglio ottenere la vittoria mi metto in barca
e mi alleno. Penso che anche se scelgo di avere notizie o informazioni preconfezionate,
"navigando" per il web potrei trovare quel qualcosa in più che mi permette di
dare valore aggiunto al mio lavoro. Il modello push per la quanto riguarda la pubblicità
lo trovo efficace nel momento in qui si invia della "informazione pubblicitaria"
mirata sulle esigenze espresse dall'utente (per esempio iscritti a mailing list), evitando
in questo modo di creare fastidio in chi la riceve.
Il pubblicitario in questo modo è tenuto a
conoscere l'utente finale sempre più esattamente, e ciò non vale solo per colui che
elabora il messaggio, ma anche per chi decide dove 'piazzarlo'. In un Ad Network, come
DoubleClick, chi si occupa della distribuzione dei banner attraverso i siti Internet non
può non farsi carico anche della bontà del messaggio e della sua efficacia, visto che
sempre più spesso il pagamento avviene solo a contatto effettuato. Ciò può portare ad
un superamento della vecchia concezione dell'attività pubblicitaria e delle divisioni
classiche dei ruoli? Credo che già da alcuni anni il ruolo di chi vende spazi
pubblicitari sia diventato quello di un consulente in grado di fornire gli strumenti più
adatti al successo di una campagna promozionale. L'affermarsi di nuove "formule di
pagamento" di una campagna pubblicitaria spingeranno gli operatori del settore verso
un'evoluzione del proprio ruolo tale da garantire un controllo adeguato su tutto il
processo di marketing, di promozione e di vendita del prodotto. Di fatto la tendenza sarà
quella di essere sempre più "partners esterni" delle aziende.
Ma esistono figure professionali in grado di
ricoprire questi ruoli? C'è sì domanda di personale per quanto riguarda le
professionalità relative alla rete, ma ci si chiede se questa domanda incontra l'offerta.
Esiste una formazione adeguata? Che tipo di formazione servirebbe? Internet sta offrendo, soprattutto ai giovani, moltissime
opportunità di occupazione sia nei settori "tecnici" che in quelli commerciali.
La formazione professionale in questo settore mi sembra ancora scarsa e in molti casi
lasciata alla volontà dei singoli. Esistono moltissimi grafici pubblicitari, ma non
esiste una formazione specifica per chi vuole fare della grafica on-line. Lo stesso dicasi
per chi vuole cimentarsi nella vendita. Credo che le scuole professionali dovrebbero
immediatamente tener presente il fenomeno Internet e provvedere ad un adeguamento delle
loro strutture. Inoltre dovrebbero rivolgersi a chi opera già nel settore per creare
corsi o per organizzare stage.
Guida ai siti dell'Internet
Advertising:
Doubleclick
: Società leader nel settore
dell'internet advertising nota per il sistema DART di targeting degli annunci, Doubleclick
gestisce piu' di 5 milioni di annunci on line al mese. Ha una sezione italiana con sede a Milano. Il sito della casa madre contiene anche
news e il rapporto annuale DoubleClick. In inglese e parzialmente in italiano.
Click
It, Internet Advertising: Internet
Advertising Click It offre servizi di promozione su Internet: posizionamento sui motori di
ricerca, gestione dei banner pubblicitari mirati e report dettagliati sul numero di
'esposizioni' dei banner e sul tasso di clickthrough. Il sito include anche un
interessante raccolta di links ad articoli e siti di Internet Marketing e un breve
glossario sull'argomento.
Active
Advertising Divisione di marketing del
gruppo Matrix, cui fanno capo il motore di ricerca Virgilio ed altri importanti progetti
italiani. Active Advertising gestisce banner e sponsorizzazioni in un network di più di
40 importanti siti web, per 40 milioni di impressions al mese.
Internet
Advertising Bureau Associazione no-profit
che si occupa di promuovere l'utilizzo di Internet per la pubblicità. Nel sito, news,
eventi, ricerche, l'elenco dei soci e la possibilità di aderire (a pagamento)
all'associazione.In inglese.
Internet
Marketing Association Sito rivolto al mondo
dell'impresa, a chi intenda migliorare le proprie strategie di marketing su Internet. E'
possibile registrarsi gratuitamente. In inglese.
(inserito su Web il 13.6.99)
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