Partiamo da un presupposto. Giornalisti, informatici e appassionati del computer e Internet, alle
prese con la realizzazione di un sito, hanno lasciato alle loro spalle molte delle peculiarita della
professione o dellattivita originarie. Immagino che anche gli operatori telegrafici lo abbiano fatto
quando fu inventato il telefono nel secolo scorso. Chi sono costoro? Redattori, tecnici o
cosaltro?
Per definirlo occorre procedere attraverso un paragone forse un po blasfemo: il sito
web come un teatro, ammessa la tesi di Maiocchi, autore di Ipertesti (Franco Angeli) del
palcoscenico come prima rappresentazione ipertestuale fisica della storia . Delineiamo la
relazione. Un sito e uno spazio, esattamente come il teatro e, come questultimo, ha un pubblico
che guarda quello che viene offerto. I contenuti compresi allinterno di questo spazio
necessitano di unadeguata scenografia che, nel caso delle pagine web, e una scenografia
digitale, tanto importante quanto quella a
ridosso del palcoscenico se consideriamo il peso assunto dalla grafica nellevoluzione del Web.
Come nel teatro un sito web possiede comparse, attori e prime donne. Qui il paragone diventa
ancora piu ardito. Scomponiamo i vari strumenti della comunicazione sul WWW e diamogli un
ruolo allinterno dello spettacolo. Posizione dominante assumerebbe la scrittura, sebbene oggi
strumento in ambito digitale non cosi importante come su un giornale od un libro.
Ciononostante la scrittura e ancora la prima donna nellinsieme di messaggi che compongono
un sito.
Vi sono poi attori importanti. Essi sono gli spazi per la ricerca (i text area) i link luminosi
che portano ad altri contenuti, le gif e i javascript animati che rendono il ritmo della
rappresentazione, a volte, piu allegro. Non mancano le comparse: piccoli accorgimenti che
rendono la pagina funzionale, e-mail per contattare lo staff, moduli inserimento dati e quantaltro
serva per arricchire linterattivita.
I protagonisti della ciber-rappresentazione, a differenza di una piéce, non sono certo soggetti animati
dotati di propria cinesica ma vengono mossi da quello che potremmo definire un architetto
digitale. Questi e il vero regista della rappresentazione e gran burattinaio di questi oggetti
inanimati che prendono corpo con la progettazione e il funzionamento del sito in una grandiosa,
discreta o scadente, a seconda della qualita, scenografia grafica.
Tutto puo essere con piu agio gestito digitalmente, cioe, amalgamando la stessa sostanza,
fatta di bit, su una tavola su cui impastare, ovvero, il computer.
Se consideriamo un sito, nellevoluzione mediatica, anche come nipote di libri e giornali, e
chiaro che dal punto di vista di chi produce i contenuti multimediali il salto dalla stampa alla
digitalita e notevole. Evidentemente anche dietro un foglio, libro o giornale vi e un uomo che
crea contenuti, ma egli delega ad altri attivita come la grafica (o il testo a seconda della
specializzazione), limpaginazione, la stampa, la distribuzione.
Ecco quindi che nel primo caso,
quello del sito, il realizzatore e un assemblatore di strumenti comunicativi diversi ma
consanguinei perche tutti fatti di bit e quindi strettamente legati uno allaltro. Una situazione
diametralmente opposta rispetto a quella della redazione stampa che vede giornalisti lavorare
accanto a grafici nella realizzazione di un prodotto editoriale che richiede una divisionalizzazione
del lavoro piu complessa.
Il world wide web, immensa biblioteca globale dove tutto è a disposizione di tutti, ridefinisce le
regole del gioco di chi realizza contenuti e messaggi. Il giornalista è un po meno tale perché in
un universo telematico dove le fonti e le informazioni si moltiplicano la sua attività è condizionata
dallorganizzazione e dalla valorizzazione di questi contenuti già presenti e attivi, più che alla
produzione ex-novo. Linformatico è anche un po meno tale perché il WWW è un collegamento
perpetuo di pagine contigue e chi le produce è obbligato a concepirle per una pubblicazione
immediata.
Cè poi il caso di chi si cimenta sul Web senza mai essere stato né giornalista e né
grafico. Questi non si potrà identificare né con uno né con laltro ma dovrà sperimentare,
misurarsi con una professione che non è mai esistita prima e che viene definita ora da termini
non sempre azzeccati come infomediario, e-porter, onlinista, webducer. La verità è che il
nostro regista di teatro digitale deve essere in grado sia di scrivere e gestire testi brevi, sia grafica più o meno complessa.
Il tutto bene assemblato, come vedremo più avanti, comunicato e diffuso con tecniche e
strumenti che poco hanno a che fare con leditoria cartacea quanto piuttosto con luniverso della
telefonia e del networking.
(inserito su Web l'1.2.00)
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