Leggere una e-zine non è esattamente come sfogliare un giornale. Questa è la constatazione con la quale prima o poi si trova a fare i conti chi deve redigere testi destinati alla Rete.
Nel corso degli anni sono nati numerosi siti dedicati alla scrittura online (vedi i link a fondo pagina), ma quasi tutti sono stranieri.
In Italia è da poco uscito il libro Scrivere per Internet, edito da Lupetti. La sua autrice, Luisa Carrada, da tempo si occupa di dare consigli su questo argomento tramite il sito Il mestiere di scrivere (www.mestierediscrivere.com). Con lei abbiamo parlato di come il web-writing si stia sviluppando nel nosto Paese.
Luisa, alla luce tua esperienza: come sono scritti i siti italiani?
«Sono scritti sempre meglio ed è normale che sia così. Quando dico "meglio" intendo "in modo sempre più adatto e funzionale al medium Internet". Un medium nuovo, che chiede nuove modalità di scrittura perché ha tempi e modi di lettura profondamente diversi. Non era e non è quindi facile trovare lo stile di scrittura per Internet: abbiamo dovuto inventarlo un po' alla volta, sperimentando e spesso sbagliando. Però direi che certe buone abitudini si stanno diffondendo sempre più.»
Quali sono queste buone abitudini?
«Beh, testi snelli e brevi, capacità di usare bene l'ipertesto scaglionando le informazioni su più livelli e creando rimandi tematici tra una pagina e l'altra, uso estensivo della "piramide invertita", attenzione ai microcontent. Insomma, testi lunghissimi e monotoni, tutti da scrollare, ne vediamo sempre meno.»
Negli ultimi anni, quasi tutti i quotidiani nazionali hanno inaugurato un proprio sito. Come ti sembra che stiano affrontando il passaggio dalla carta stampata al Web?
«Con fatica. La maggior parte si limita ancora a travasare, più o meno bene, gli articoli che vengono stampati ogni giorno su carta. Una funzione nobilissima, naturalmente, ma un giornale su Internet ha mille potenzialità, ancora ben poco sfruttate.»
Ad esempio?
«Penso alla possibilità di creare un gran numero di rimandi tra un articolo e l'altro (cosa che per esempio fa Repubblica, ma non all'interno del testo, bensì negli indici di destra), ma soprattutto a quella di approfondire i temi degli articoli attraverso itinerari sul Web, che farebbe di ogni articolo un punto di partenza per ulteriori esplorazioni. In questo senso esemplare è il caso del supplemento New Economy del Sole 24 Ore: titolo, abstract, articolo, link ai siti delle aziende o degli analisti di mercato e addirittura alle presentazioni su argomenti molto specifici. In questo modo ogni articolo diventa un vero servizio reso al lettore.»
Mario Garcia ha recentemente ridisegnato il Wall Street Journal cartaceo ispirandosi ad Internet. Ti sembra che lo stile del Web stia influenzando (linguisticamente o graficamente) anche i giornali italiani?
«Forse più che i quotidiani, direi i magazine, dove l'influenza grafica di Internet mi sembra molto più forte. Non solo nell'esplosione dei colori e nella grande varietà dei font usati, ma anche in un modo più articolato di organizzare i contenuti, con articoli più brevi, con molti titoli e un grande uso di box: e di parole chiave evidenziate che "emergono" all'interno del testo: un modo di attirare lo sguardo e l'interesse del lettore abbastanza simile a quello di Internet. Un modo forse più frammentato, ma abbastanza funzionale alla lettura, che porta immediatamente a ciò che interessa, senza necessariamente dover scorrere articoli lunghissimi.»
E i quotidiani?
«I quotidiani sono più tradizionali, ma è anche bene che sia così: la giusta dimensione di un articolo di commento o di approfondimento, con una sua struttura argomentativa, penso sia ancora quella della pagina di carta, da leggere con calma in poltrona.»
Negli ipertesti è fondamentale la possibilità di inserire dei link. Come giudichi l'uso che si fa di questo strumento nei siti di informazione italiani?
«Come accennavo prima, la dimensione dell'ipertesto è sicuramente tra le meno sfruttate ed è invece quella che permetterebbe di creare dei veri dossier tematici sulle pagine web dei giornali e di farne non solo il luogo della lettura rapida e funzionale, ma anche quello dell'approfondimento e della ricerca. Capisco che ci vuole un forte impegno, anche di tempo, da parte del giornalista, che diventa lui stesso una specie di ricercatore, ma il futuro del giornalista online credo proprio che stia lì. Illustrare e commentare per il lettore il discorso del presidente del consiglio o la relazione annuale del governatore della Banca d'Italia e all'interno dello stesso articolo linkare all'intero testo del discorso e magari a quelli degli anni passati
beh, è un bel valore aggiunto.»
In un tuo recente articolo hai ritrovato le regole d'oro della scrittura online nelle Lezioni Americane di Italo Calvino, il quale a sua volta si riferiva ai grandi classici della letteratura. Non scopriremo mica che un buon testo rimane tale, si trovi su un codice medievale o sullo schermo di un computer?
«Di questo sono assolutamente convinta. Siamo entrati nel terzo millennio, ma anche per scrivere su Internet chi ci soccorre meglio sono sempre i classici. Calvino nelle sue Lezioni Americane ci offre sei parole chiave che sembrano fatte per la scrittura online: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità, coerenza. Ma per convincerci ci parla di Lucrezio, di Leopardi, di Proust, di Borges, di Gadda
»
Per finire, avresti qualche consiglio per un giornalista della carta stampata alla sua prima volta con Internet?
«Il giornalista parte avvantaggiatissimo perché la scrittura giornalistica è la più vicina a quella online: la capacità di sintetizzare, di titolare, di catturare l'attenzione fin dalle prime righe fanno già parte del suo bagaglio professionale. Però è abituato a una scrittura essenzialmente lineare e quindi la vera sfida per lui è soprattutto imparare a costruire "percorsi" testuali molto più ricchi ed aperti.»
Alcuni siti sulla scrittura online:
Il mestiere di scrivere (ITA)
Alertbox (ING)
Contentious (ING)
Spin Doctor's Web Design 101 (ING)
Writing for the Web (ING)
(inserito su Web il 25.9.00)
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