Un sogno, una buona idea che diventa una professione. Internet è anche, forse soprattutto questo.
Un'ottima idea l'ebbe Massimiliano Valente poco più di tre anni fa (la preistoria di Internet in Italia) quando pensò di creare un sito che aiutasse a creare siti. Semplice, no?
In tre anni, Valente ha visto la sua intuizione realizzarsi e crescere. Da Html point, il primo nucleo a gestione personale ospitato su Geocities, si è giunti alla creazione della HTML.it srl, una società che controlla ben sei siti di Web Publishing.
HTML.it è ormai un vero e proprio portale sull'Information Technology. E alzi la mano il webmaster che non ha mai visitato quel sito in cerca di una dritta.
Valente non sembra affatto impressionato dallo sviluppo della sua invenzione. «Non c'è nulla di strano in una crescita che ha seguito di pari passo lo sviluppo e la diffusione di Internet,» si legge su HTML.it.
Ed allora, continuiamo a seguirlo questo sviluppo, cercando di capire quale sarà il ruolo di chi fa informazione nella Rete che verrà.
Valente, quale crede che sarà la risorsa fondamentale per i professionisti del Web del futuro?
«L'aggiornamento è un requisito essenziale per chi intende cimentarsi nell'editoria on-line, e lo sarà sempre di più. Internet è un media che malsopporta un certo modo compassato e formale di fornire informazioni, e la prima vera sfida dei professionisti del Web è proprio quella di superare i limiti del giornalismo tradizionale.»
E in che modo i giornalisti potranno acquisire queste competenze?
«La vera formazione si conquista sul campo, con la comprensione reale e cosciente del nuovo strumento che si ha a disposizione. Che poi questa presa di coscienza avvenga grazie a risorse Web, corsi, manuali cartacei o altri supporti non ha molta importanza.»
Secondo alcune previsioni, nel 2006 saranno 900 milioni nel mondo gli utenti di Internet e la maggior parte dei contenuti Web saranno veicolati da giornalisti al lavoro sui new-media. Quali saranno le tecnologie al servizio di queste figure?
«Sinceramente fatico a prevedere ciò che sarà della mia società tra un anno, figuriamoci il Web tra sei. Consapevole di essere smentito dai fatti tento una qualche previsione. L'evoluzione della comunicazione in Internet è diretta conseguenza del progresso tecnologico. In quest'ottica ritengo un passo decisivo l'adozione in massa della banda larga.»
Quali cambiamenti introdurrà nell'informazione via Web l'aumento della banda?
«La banda larga consentirà un'effettiva evoluzione in senso multimediale dell'informazione, e non solo; penso al commercio elettronico e all'intrattenimento, solo per citare due altri settori. Penso anche che la diffusione del wireless imporrà un tipo di informazione in pillole, veloce e puntuale.»
E lei che ha il merito di aver alfabetizzato molti navigatori in Italia nell'uso dell'html, quale pensa sia il futuro di questo linguaggio e degli altri strumenti tradizionali della Rete?
«Tra sei anni probabilmente l'html sarà stato sostituito da un linguaggio più solido e portabile. La grafica non sarà più limitata a immagini, ma a filmati sempre più sofisticati. Di conseguenza sarà sempre più stretto il rapporto tra giornalismo e multimedialità, tra grafica e contenuto. Mi fermo qui per non espormi oltre alla realtà che solo il tempo potrà mostrarci.»
Molti giornalisti sono preoccupati per il futuro della propria professione.
«In tutta onestà non mi sento di rassicurare i giornalisti che lei chiama in causa, perché la paura del nuovo è un classico atteggiamento di chi vuole mantenere dei privilegi acquisiti. Di chi, in sostanza, ha timore di rimettersi in gioco. Internet distribuisce l'informazione in modo del tutto nuovo rispetto al passato, e gli strumenti che il giornalismo tradizionale possiede sono anacronistici. Penso agli albi, ai contratti di lavoro, agli scioperi. Tutti strumenti che rendono forte e solido il giornalismo tradizionale ma che in Internet perdono molto del loro spessore.»
Dunque crede che le competenze tecniche saranno più importanti di quelle umanistiche?
«Le distanze tra culture tecniche e umanistiche non hanno senso laddove si comprenda finalmente che Internet è lo strumento e non il fine. In questo momento le competenze tecniche sono più ricercate, ma se parliamo di editoria Internet esiste molto spazio anche per competenze umanistiche. La redazione di HTML.it ne è un esempio.»
Alcune grandi firme hanno creato le proprie personal web page. Quanto crede sia importante la possibilità di poter gestire un proprio spazio autonomo su Web?
«Molto importante, finchè il sito propone dei contenuti e non la presenza
della grande firma tout court.»
Oltre alla conoscenza dell'html, quali consigli si sente di dare ad un professionista della comunicazione che voglia avviare un sito Internet?
«Pochi e semplici consigli: primo, studiare e comprendere il linguaggio di Internet; secondo, partire da subito e non rimandare; infine, affidarsi a professionisti per la gestione tecnica. Il resto viene da sé.»
Il sito di HTML.it
(inserito su Web il 28.12.00)
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