Shiseido cerca uno stagista per la divisione italiana dei brand NARS, Drunk Elephant e Dr Dennis Gross. Il tirocinante si occupa di:

È uno stage di 6 mesi, full-time, con due giorni di smart working a settimana e rimborso + buoni pasto.

È richiesto un buon inglese e interesse per beauty/luxury.

Candidati



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La ricerca di un impiego nel settore del giornalismo, del copywriting e della comunicazione si è trasformata in una vera e propria sfida. Il web è saturo di piattaforme di annunci generiche dove, troppo spesso, i professionisti si scontrano con proposte di stage non rimborsati, collaborazioni a titolo gratuito o offerte poco trasparenti. In questo scenario complesso, Infocity.it si conferma un punto di riferimento storico e affidabile per chi cerca lavoro concreto, offrendo una soluzione unica nel suo genere che ha già aiutato tantissimi iscritti a dare una svolta alla propria carriera.

Il filtro della qualità: perché pagare per un servizio di annunci?

Il vero elemento differenziante della piattaforma risiede nella sua filosofia di base e nel suo modello di business. A differenza dei classici aggregatori gratuiti, Infocity propone un servizio di segnalazione degli annunci basato su un piccolo abbonamento a pagamento. Questo investimento si traduce in un filtro potentissimo e in una garanzia di qualità assoluta: il team del sito seleziona e pubblica esclusivamente annunci che offrono collaborazioni retribuite, eliminando alla radice il problema del lavoro sfruttato o sottopagato.

Ottimizzazione del tempo e tutele per chi cerca collaborazioni

La moderazione manuale degli annunci assicura che ogni singola offerta inserita nel database rispetti precisi standard professionali ed economici. Per un giornalista o un addetto stampa, questo significa ottimizzare il proprio tempo: non ci si deve più districare tra centinaia di email inutili, ma si ha la certezza che ogni candidatura inviata si rivolga a un datore di lavoro serio e pronto a investire sulle competenze del candidato.

Per comprendere appieno come questo servizio sia riuscito a creare una community di professionisti soddisfatti e per scoprire le modalità di iscrizione, puoi consultare direttamente la pagina di presentazione ufficiale Cos'è Infocity, dove viene spiegato nel dettaglio il funzionamento del network e l'impegno quotidiano della redazione nel difendere il valore del lavoro intellettuale.

Ecco alcune risposte ai principali dubbi a cui dare risposta

Hai mai pensato che dietro un semplice post sui social possa esserci un vero lavoro di storytelling?

Ciaopeople, realtà italiana attiva nel mondo dell’informazione digitale e della produzione multimediale, propone uno stage come Social Media Storyteller Intern all’interno del team Social di Geopop, con sede a Milano.

La posizione è pensata per una persona curiosa, creativa e appassionata di comunicazione, capace di trasformare anche un argomento complesso in un contenuto semplice, interessante e soprattutto capace di catturare l’attenzione.

Cosa farà il Social Media Storyteller?

La figura selezionata avrà l’opportunità di lavorare sui principali canali social, contribuendo alla creazione di contenuti per piattaforme come Instagram, TikTok, YouTube, Facebook, LinkedIn e X.

Tra le attività rientrano la scrittura di testi e caption, la ricerca di idee e trend, la progettazione di nuovi format e il monitoraggio delle reazioni della community.

Non si tratta quindi soltanto di “gestire i social”: l’obiettivo è imparare a capire come nasce una storia digitale e come trasformarla in un contenuto capace di coinvolgere il pubblico.

Chi stanno cercando?

Ciaopeople cerca una persona con buone capacità di scrittura, sintesi e storytelling, interessata al mondo dell’informazione e della comunicazione digitale.

Sono apprezzate anche competenze nell’utilizzo di strumenti come Photoshop, Premiere e Meta Business Suite, oltre alla capacità di ricercare e verificare correttamente le fonti.

Un elemento importante per la candidatura è la possibilità di presentare un portfolio o alcuni lavori personali che dimostrino la propria capacità di raccontare attraverso testi, immagini o video.

Un’opportunità per entrare nel mondo della comunicazione digitale

Per chi sogna di lavorare nel settore dei social media, dell’editoria digitale o della produzione di contenuti, lo stage può rappresentare un'importante occasione di formazione.

Lavorare all’interno di un team editoriale permette infatti di confrontarsi con professionisti diversi e di capire cosa succede dietro le quinte di un contenuto prima che arrivi sullo smartphone di milioni di persone.

La creatività, in questo caso, non rimane soltanto un talento personale: diventa una competenza da sviluppare e trasformare in professione.

Come candidarsi

Sede di lavoro: Milano
Posizione: Social Media Storyteller Intern
Area: Social / Geopop
Tipologia: Stage retribuito

Candidati qui

Questa occasione è rivolta a giovani tra 16 e 30 anni interessati a giornalismo, comunicazione e politica europea. Europolitiche selezionerà fino a 15 giovani per la propria redazione giovanile in occasione della Europa Project Week, a Firenze, dal 20 al 22 ottobre 2026.

Il percorso comprende:

⚠️ Importante: non è uno stage retribuito e Europolitiche precisa che il progetto non è un'attività giornalistica professionale. È però un'esperienza concreta di formazione e produzione di contenuti, utile per costruire un portfolio. Inoltre, Europolitiche specifica sul proprio sito di non essere una testata giornalistica, ma un canale crossmediale di informazione e analisi sull'Europa.

Come candidarsi

Invia entro 13 settembre 2026:

  1. lettera motivazionale di massimo una pagina;
  2. CV datato e firmato;
  3. nel corpo dell'e-mail: nome, cognome e numero di telefono.

E-mail: info@europolitiche.it

Oggetto: Domanda di selezione Redazione Europolitiche

Bando ufficiale Europolitiche

Infocity, per giornalisti e chi crea contenuti, raddoppia. Lo storico sito, nato nel 1994, e poi diventata la più vasta community in Italia che offre informazioni per raggiungere collaborazioni retribuite, raggiunge i 16339 iscritti.

Lo fa nel momento del suo rinnovamento grafico ed editoriale. Una grafica completamente rinnovata, una navigazione più intuitiva e nuovi strumenti pensati per chi cerca opportunità professionali nel mondo dell'informazione e dei contenuti digitali. Infocity.it inaugura una nuova fase della sua storia con un restyling che non rappresenta soltanto un cambiamento estetico, ma un'evoluzione del progetto editoriale.

La nuova homepage valorizza immediatamente le principali sezioni del portale, mettendo in evidenza annunci di lavoro, approfondimenti, guide e articoli formativi. La struttura è stata semplificata per consentire agli utenti di individuare rapidamente le informazioni di maggiore interesse, sia da desktop sia da smartphone.

L'organizzazione dei contenuti risponde alle esigenze di una platea sempre più dinamica, che richiede aggiornamenti tempestivi e una consultazione immediata delle opportunità professionali.

Il rinnovamento di Infocity punta a rafforzare il rapporto con la propria community attraverso servizi dedicati, contenuti esclusivi e un sistema che continua a privilegiare annunci di lavoro verificati e realmente retribuiti.

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Secondo lo studio Creator Economy 2025 di Kolsquare, l'Italia è il Paese europeo con la più alta percentuale di creator che svolgono questa attività a tempo pieno. Tuttavia, i dati mostrano che solo una minoranza riesce a trasformare i contenuti online in un reddito elevato.

Fare il content creator è diventato uno dei lavori digitali più ambiti, ma quanto si guadagna davvero? Se da un lato alcuni professionisti riescono a incassare decine di migliaia di euro al mese, dall'altro la maggior parte dei creator italiani ottiene entrate molto più contenute.

Quanto guadagnano i content creator italiani

L'indagine evidenzia una distribuzione dei redditi molto disomogenea.

Questi numeri dimostrano che i grandi guadagni rappresentano l'eccezione e non la regola.

Quanto fattura mediamente un creator

Le analisi di Fiscozen sui professionisti con partita IVA mostrano che nel 2025 gli influencer hanno registrato un fatturato medio annuo di 24.038 euro, in crescita dell'11,8% rispetto all'anno precedente.

Per chi opera nei codici ATECO dedicati al content creation, influencer marketing e attività collegate, il fatturato medio arriva a 39.947 euro all'anno, pari a circa 3.330 euro al mese prima di imposte, contributi e spese professionali.

Quanto si guadagna con una sponsorizzazione

Uno dei principali canali di reddito è rappresentato dalle collaborazioni con i brand.

I compensi variano in funzione della piattaforma, del settore e del numero di follower. In generale:

Da dove arrivano i guadagni

Oggi un content creator difficilmente vive grazie a un'unica fonte di reddito. Le entrate derivano generalmente da una combinazione di:

Diversificare le fonti di reddito è diventata una strategia fondamentale per rendere sostenibile questa professione.

Un mercato in continua evoluzione

Il settore continua a crescere. Secondo le più recenti analisi di mercato, nel 2025 l'influencer marketing in Italia ha raggiunto un valore di circa 385 milioni di euro, confermando l'espansione della creator economy. Allo stesso tempo, la crescente concorrenza ha contribuito a ridurre i compensi medi per molte categorie di creator, soprattutto quelli con community più piccole.

Conviene fare il content creator?

I dati mostrano una realtà molto diversa da quella spesso raccontata sui social. Sebbene una parte dei professionisti riesca a ottenere redditi elevati, la maggioranza guadagna meno di 5.000 euro al mese e oltre un terzo non raggiunge i 1.000 euro mensili.

Per questo motivo, il successo economico dipende non solo dal numero di follower, ma anche dalla capacità di costruire un brand personale, diversificare le entrate e instaurare collaborazioni continuative con aziende e agenzie. La professione offre interessanti opportunità di crescita, ma richiede competenze imprenditoriali, costanza e una strategia di monetizzazione ben definita.

Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è entrata nella quotidianità di milioni di persone. Chatbot, generatori di immagini, assistenti virtuali e strumenti AI per il lavoro stanno trasformando il modo in cui scriviamo, studiamo, progettiamo e comunichiamo. Ma mentre cresce la potenza delle piattaforme, emerge sempre più chiaramente un aspetto decisivo: la qualità della risposta dipende quasi sempre dalla qualità della domanda.

È qui che entra in gioco il concetto di prompt.

Cos’è davvero un prompt

Con il termine “prompt” si indica l’istruzione data a un’intelligenza artificiale per ottenere un risultato. Può essere una domanda semplice, un comando dettagliato o una descrizione articolata.

Ad esempio:

Mentre:

La differenza nei risultati può essere enorme.

L’AI non “capisce” come un essere umano

Uno degli errori più comuni è pensare che l’intelligenza artificiale interpreti automaticamente intenzioni, sfumature e contesto come farebbe una persona.

In realtà i modelli AI lavorano elaborando pattern linguistici e probabilità statistiche. Per questo motivo:

Fare la domanda giusta significa quindi guidare il sistema verso il tipo di risposta desiderata.

Il prompt engineering è già una competenza professionale

Negli ambienti tech e digitali si parla sempre più di prompt engineering, ovvero la capacità di costruire istruzioni efficaci per ottenere risultati migliori dall’AI.

Le aziende stanno iniziando a cercare professionisti capaci di:

In pratica, saper usare bene l’intelligenza artificiale non significa soltanto “fare una domanda”, ma sapere come formularla.

Perché i prompt cambiano completamente il risultato

Un buon prompt può:

Ad esempio, chiedere:

Mentre specificare:

Più informazioni pertinenti si forniscono, maggiore sarà la probabilità di ricevere un risultato efficace.

L’importanza del contesto

Uno degli elementi più sottovalutati nei prompt è il contesto.

Le migliori richieste spiegano:

Ad esempio:

L’AI lavora meglio quando riceve istruzioni chiare sul ruolo, sull’obiettivo e sul pubblico.

Prompt brevi contro prompt dettagliati

Non sempre un prompt lungo è automaticamente migliore. La vera differenza la fa la precisione.

Un prompt efficace è:

Molti esperti consigliano di:

  1. definire l’obiettivo;
  2. indicare formato e stile;
  3. aggiungere esempi;
  4. specificare eventuali vincoli.

Questo approccio riduce ambiguità e migliora la qualità finale.

L’AI amplifica la qualità delle istruzioni

L’intelligenza artificiale funziona spesso come un amplificatore: istruzioni buone generano risultati migliori, istruzioni deboli portano a output mediocri.

Per questo motivo cresce l’idea che il vero valore non sia soltanto l’accesso all’AI, ma la capacità umana di guidarla correttamente.

Chi sa formulare richieste efficaci:

Il futuro sarà sempre più “conversation-driven”

Con l’evoluzione degli assistenti AI, il rapporto tra uomo e macchina sarà sempre più basato sul linguaggio naturale. Scrivere bene un prompt diventerà quindi una competenza trasversale, utile non solo nel tech ma anche in:

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