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Non sai cosa scrivere? Ecco 5 dritte per trovare idee nuove ed originali

Scrivere articoli può essere spesso tedioso, soprattutto quando si è a corto di idee nuove ed originali. Molti di noi infatti non hanno l'abitudine o l'esperienza per scrivere di getto un articolo dopo l'altro per cui spesso è necessario cercare contenuti e testi da cui prendere ispirazione.
Inoltre quando si è alle prese con la promozione di business online tramite la creazione di testi ottimizzati per i motori di ricerca, la quantità diventa importante quasi quanto la qualità. Ecco quindi alcuni suggerimenti per trovare idee per il nostro prossimo articolo:

  1. Motori di ricerca
    Esistono molti strumenti per cercare contenuti, ma sicuramente il più gettonato è Google. La pratica comune è quella di cercare tramite parole chiave strettamente pertinenti all'argomento su cui siamo intenzionati a scrivere e leggere quindi ciò che è stato già elaborato da altri.
    Può capitare di non trovare risultati interessanti tramite la nostra prima ricerca per cui è consigliabile fare diversi tentativi con keywords differenti, e strumenti gratuiti come il Google Adwords Keywords Tool possono aiutarci in questa direzione suggerendoci nuove parole chiave affini a quelle a cui avevamo già pensato e soprattutto proponendoci quelle più cercate dagli utenti.
    Dopo aver individuato le keywords e quindi la nostra area semantica di nicchia è utile visitare i siti più popolari che si collocano in tale ambito. Porre maggiore attenzione sulle risorse online più popolari ci permette di conoscere quello che l'utenza web realmente cerca e vuole.
    Un modo molto efficace per cercare testi rilevanti è quello di utilizzare la ricerca avanzata e cercare nei blog. E' molto probabile che altra gente abbia già scritto sull'argomento in questione e probabilmente, trattandosi di blog, in uno stile e in un formato adatti ad un articolo per il web.
  2. Raccolte di articoli online
    Un'altra semplice tecnica è quella di leggere articoli già pubblicati e prendere ispirazioni da idee a cui probabilmente finora non avevamo mai pensato. Su Internet esistono numerose directories di articoli sugli argomenti più disparati. Ovviamente il "cut and paste" semplice e diretto non è ammissibile, per cui la lettura di lavori altrui deve rimanere esclusivamente fonte di nuove idee o di un nuovo approccio ad argomenti già trattati.
  3. Newsletter
    E' molto comune tra le e-zine l'utilizzo di newsletter per fidelizzare gli utenti. L'iscrizione a newsletter tematiche permette di ricevere nuove idee direttamente sulla propria casella di posta.
  4. Stampa
    I quotidiani possono essere un altro ricettacolo di buone idee, così come i magazine. Inoltre in questi casi è probabile che gli argomenti siano più recenti ed originali dato che la rielaborazione da contenuti cartacei è molto meno frequente rispetto a quella da contenuti già precedentemente online.
  5. Vita quotidiana
    Fate della vostra vita un'opera d'arte o meglio un articolo. Gran parte delle esperienze quotidiane potrebbe essere d'ispirazione per un buon articolo, a patto di sviluppare una certa sensibilità nel riconoscerle. Per provare basta portare sempre con sé un blocchetto di appunti su cui scrivere intuizioni e riflessioni, magari il famoso "moleskine", il block notes di Hemingway.

di Fabrizio Ramundo

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Giornalismo su internet, quando la scrittura deve essere "iper"

Avere pochi lettori è di sicuro una delle più grandi frustrazioni per gran parte dei web-writers.
Per quanto si possa provare un sottile piacere nello scrivere per pochi fortunati eletti, raggiungere una vasta platea di utenti rimane lo scopo primario della comunicazione online.

E’ per questo che da poco meno di una decina d’anni, esperti di Internet e web usability dispensano consigli su come attrarre e mantenere l’attenzione dell’utente sulle proprie pagine, suggerendo l’adozione di nuove modalità di scrittura più semplici e immediate, prive di retorica ed enfasi promozionale. Ma non è solo una questione di linguaggio, il testo online deve essere necessariamente breve. La capacità di sintesi risulta quindi inevitabilmente connessa al destino delle informazioni che vogliamo comunicare ai nostri visitatori.

Dunque perché le informazioni sul Web devono essere più concise rispetto al supporto cartaceo? In prima battuta le motivazioni derivano da fattori prettamente fisici: studi sul comportamento del corpo umano durante la navigazione su Internet evidenziano come la visione di testi sul monitor sia particolarmente faticosa per gli occhi, e conseguentemente la lettura al computer risulti più lenta del 25% rispetto a quella su carta (J. Nielsen, “Designing Web Usability: The Practice of Simplicity”).

Inoltre, la lettura non sequenziale del monitor implica una partecipazione particolarmente attiva del nostro corpo fisico durante il “browsing” sul Web, non solo per l’interazione con il PC attraverso tastiera e mouse, ma soprattutto a causa dei continui stimoli a cui siamo sottoposti di fronte allo schermo, stimoli che impediscono la completa concentrazione dell’utente sul testo e distolgono la sua attenzione dal contenuto.
In pratica il 79% degli utenti non legge una pagina web parola per parola, ma procede per occhiate veloci, per colpi d’occhio, tende quindi a sorvolare il testo cogliendo solo alcuni termini in evidenza, di conseguenza l’apparato visivo assiste ad una sorta di show caleidoscopico di forme e immagini, che difficilmente rappresentano il contenuto testuale nella sua totalità.

Si tratta di un tipo di lettura “reticolare”, che coglie solo alcuni frammenti del tessuto di parole e proprio in tal senso ci ricorda il significato originale del verbo latino “legere”: cogliere, raccogliere. Il nuovo tipo di lettura, selezionando i gruppi di parole più evidenti visivamente, come i link, stabilisce l’itinerario che l’utente dovrà seguire.

Dalle premesse fatte finora, segue che la lettura “tradizionale”, nel senso di fruizione di un testo, diventando “reticolare”, non è più il fine della navigazione, ma il mezzo attraverso il quale il percorso di “browsing” si dipana.
L’importanza dei link e della navigazione per “colpo d’occhio” sottolineano un nuovo valore iconico del testo, è necessario cioè mostrare con le parole, come se fossero immagini, per favorire il lettore nel cogliere connessioni logiche immediate che influenzino le sue scelte di navigazione.

Riepilogando, il testo oltre ad essere “corto”, deve essere impostato con un layout adatto alla lettura “reticolare”, deve cioè contenere i “segnali” visivi corretti: link, variazioni di colore e di tipo di carattere, elenchi puntati etc.

Quindi tutti questi accorgimenti ci hanno davvero permesso di realizzare un ipertesto efficace?
Il filosofo Pierre Lévy nel suo libro “Le Tecnologie dell’Intelligenza” scrive: “Navigare in un ipertesto, dunque è disegnare un percorso in una rete che può essere complessa quanto si vuole”. Lèvy con il termine “disegnare” definisce la navigazione come un processo attivo che coinvolge un operazione di scrittura, ogni utente cioè, selezionando i link da seguire, partecipa alla scrittura dell’ipertesto e ne redige una sua versione.
L’abbreviazione tout-court di un testo non è dunque sufficiente per farne un documento ipertestuale valido, il web-editor deve impostare necessariamente una struttura di navigazione (ad es. gerarchica), che aiuti l’utente nel suo percorso di lettura-riscrittura.

Cerchiamo di chiarire i concetti esposti con un esempio: immaginiamo di aver ricevuto da un nostro committente un testo proveniente da una brochure cartacea, dalla lunghezza inadatta per un immediato trasferimento sul supporto digitale:

La 01 Distribution ha confezionato per il film The Aviator di Martin Scorsese un'ottima edizione a doppio disco, presentata in un'elegante confezione steel-box e molto valida sia dal punto di vista tecnico che da quello riguardante gli extra.
Il video, presentato nel formato originale 2.35:1 in anamorfico, offre un quadro complessivo molto pulito e una resa decisamente soddisfacente, pur attraversando "momenti visivi" molto diversi per stile durante il film. Fedele e brillante il croma e buona la definizione, soprattutto sui primi piani, ma anche i particolari in secondo piano e i fondali si presentano quasi sempre compatti, anche se a dire il vero non raggiungono una cura per il dettaglio davvero ottimale. Contrasto e luminosità sono calibrati perfettamente e nonostante la lunghezza del film non si notano particolari difetti da compressione, grazie anche alla saggia decisione di spostare tutti gli extra sul secondo disco.
Ben tre le tracce audio presenti: a quelle Dolby digital 5.1 Ex in italiano e inglese, se ne aggiunge anche una in Dts nella nostra lingua. Ovviamente i momenti in cui apprezzare in pieno la resa dell'audio sono i momenti d'azione e in particolare quelli dei voli aerei, dove la scena è avvolgente e riprodotta perfettamente con uso di tutti i diffusori (compreso il sub) ed efficaci effetti panning. Ma convincono anche i momenti di più calma: i dialoghi sono sempre riprodotti molto chiaramente mentre le musiche sono ben integrate con il resto della scena.
Davvero completissima la sezione extra, ricca di contributi interessanti. Nel primo DVD troviamo il sempre piacevole e interessante commento di Martin Scorsese, regolarmente sottotitolato in italiano. Tutti gli altri extra sono nel secondo disco: c'è un making of di circa 10 minuti, dall'aspetto piuttosto promozionale. Più interessante ai fini della approfondimento su come è nato il film, il lungo colloquio tra Leonardo Di Caprio e Alan Alda. Seguono una scena eliminata e alcune featurette dedicate alle musiche, ai costumi, al trucco, alle scenografie e agli effetti speciali, nonché un'altra su una famiglia di attori-musicisti che hanno fatto da comparse nel film. Spazio anche a uno speciale sull'aviazione, mentre molto interessanti sono il documentario su Howard Hughes di circa trequarti d'ora e l'ulteriore speciale che tratta in specifico del suo disturbo ossessivo-compulsivo. Il tutto per circa due ore e mezzo di contributi speciali.

Innanzitutto sintetizziamo il contenuto per una corretta trasposizione su schermo:

La 01 Distribution ha confezionato per il film di Martin Scorsese un'ottima edizione a doppio disco, presentata in un'elegante confezione steel-box e molto valida sia dal punto di vista tecnico che da quello riguardante gli extra.
Il video, presentato nel formato originale 2.35:1 in anamorfico, offre un quadro complessivo molto pulito e una resa decisamente soddisfacente, pur attraversando "momenti visivi" molto diversi per stile durante il film.
Ben tre le tracce audio presenti: a quelle Dolby digital 5.1 Ex in italiano e inglese, se ne aggiunge anche una in Dts nella nostra lingua. Ovviamente i momenti in cui apprezzare in pieno la resa dell'audio sono i momenti d'azione e in particolare quelli dei voli aerei, dove la scena è avvolgente e riprodotta perfettamente con uso di tutti i diffusori (compreso il sub) ed efficaci effetti panning.
Davvero completissima la sezione extra, ricca di contributi interessanti. Nel primo DVD troviamo il sempre piacevole e interessante commento di Martin Scorsese, regolarmente sottotitolato in italiano. Più interessante ai fini della approfondimento sono il documentario su Howard Hughes di circa trequarti d'ora e l'ulteriore speciale che tratta in specifico del suo disturbo ossessivo-compulsivo.
Il tutto per circa due ore e mezzo di contributi speciali.

Prima di trasferire la composizione online è necessario frammentare il testo in ipotesti collegati da link. Una buona idea è inserire in home page titolo e sommario che introducano all’argomento trattato, ovviamente provvisti di link che rimandino ad una lettura più dettagliata.
Abbiamo così ottenuto un valido ipertesto, che accompagnando il navigatore attraverso successivi livelli di approfondimento, evita il tipico effetto di disorientamento provocato dall’impatto subitaneo con pagine colme di parole.

Ci sono situazioni in cui non è possibile riassumere un contenuto in poche righe, è il caso di documenti estesi, manuali, guide, contratti e altro ancora. Come fare allora a trasmettere adeguatamente questi scritti?
Purtroppo l’unica alternativa è fornire una versione “printable” dell’opera, da salvare su pc e stampare su carta, in modo da poter essere letta con maggiore tranquillità. Il formato più utilizzato per il download di documenti è il PDF (Portable Document Format), una specifica standard inventata da Adobe® particolarmente adatta allo scambio e alla distribuzione di documentazione elettronica.

di Fabrizio Ramundo

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Ecco come trovare il miglior titolo per il nostro articolo

Immaginiamo di aver appena scritto un buon articolo che potrebbe piacere ad un gran numero di lettori. Che titolo usare? Un ottimo articolo è inutile se nessuno può trovarlo e scrivere un buon titolo può fare la differenza tra un articolo molto letto ed uno rimasto sconosciuto ai più.
Perché il titolo è così importante? Il titolo è ovviamente la prima cosa vista dal pubblico dei lettori. E' inevitabile, se il nostro titolo non è in grado di catturare l'attenzione del visitatore, l'articolo non sarà letto.

Molti content writers conoscono l'importanza di includere keywords nei loro titoli. Le parole chiave all'interno del titolo aiutano i motori di ricerca a trovare il nostro articolo quando gli utenti cercano sul Web utilizzando tali termini.
La maggior parte dei navigatori cerca su Internet utilizzando i principali motori e digitando nei box di ricerca da 1 a 5 parole relative all'argomento dell'articolo o del contenuto che hanno intenzione di trovare. I motori quindi restituiscono il risultato più attinente all'input dell'utente.
Nell'elaborazione di un titolo per il nostro articolo dobbiamo quindi chiederci cosa potrebbero digitare gli utenti nei box di ricerca nel caso volessero leggere un articolo come il nostro. Le keywords che ci verranno in mente potranno essere utilizzate per comporre un titolo efficace.

Ma cosa fa di un titolo, un ottimo titolo? Ecco alcuni consigli che potranno aiutarci nel generare titoli adatti ai motori di ricerca così come ai lettori in carne ed ossa:

  1. Posizionare le parole chiave all'inizio del titolo. Le prime 3 o 4 parole del titolo sono le più importanti per i motori, per cui è necessario essere abili nello scegliere keywords da mettere in prima posizione mantenendo al contempo il senso e il potere attrattivo del titolo.
  2. Catturare l'attenzione del lettore. Il miglior modo per farlo è cercare keywords popolari e strettamente connesse al tema di cui ci stiamo occupando. Queste parole saranno quelle utilizzate dagli utenti quando cercheranno le informazioni desiderate. Se cerchiamo di dare agli utenti quello che cercano, saremo certamente remunerati con la lettura del nostro articolo.
  3. Titoli brevi, al massimo 5 parole. Se questo non è possibile, assicuriamoci però di mantenere le parole chiave all'inizio del titolo.
  4. Evitare virgolette, asterischi e segni che non siano caratteri alfanumerici. I motori di ricerca non prenderanno in considerazione tali segni perché non significanti, inoltre caratteri "originali" o poco comuni potrebbero rendere il titolo meno accattivante perché di difficile comprensione ad un primo sguardo.

Infine non dimentichiamoci che il titolo deve rispecchiare appieno il contenuto dell'articolo, non deludiamo con un testo poco pertinente chi ci ha dato fiducia cliccando sul nostro titolo.

di Fabrizio Ramundo

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Infocity: un mondo di opportunità a portata di click

Colloquio intervista sui temi del giornalismo e della comunicazione con Erika Facciolla

Come giudichi l'offerta informativa di Infocity?
Da tanti anni, ormai, Infocity è la mia finestra sul mondo della comunicazione. Il suo punto di forza è la capacità di offrire agli utenti informazioni complete e attendibili.

Che ne pensi dei servizi?
Penso che siano abbastanza curati e ber strutturati, sopratutto di facile lettura e sempre in linea con le tendenze del momento.

Da quando segui Infocity e come l'hai conosciuta?
Ho conosciuto Infocity navigando sul web. Credo che fosse agli inizi del 2000, quando fresca di laurea cominciavo a cercare su internet delle opportunità di lavoro e a guardarmi intorno...

Quali sono i tuoi consigli per migliorare Infocity?
A volte mi è capitato di leggere "nuovi" annunci relativi a bandi di concorso già scaduti. Un errore ogni tanto capita a tutti. l'importante è correggersi, e da allora non mi è più capitato.

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Come avere profitti nel giornalismo online secondo Adrian Michaels

Adrian Michaels è il Group Foreign Editor di Telegraph Media Group, che vanta circa 40 milioni di utenti e un bilancio in attivo, nonostante sia un sito gratuito, il cui indirizzo è www.telegraph.com. Il successo secondo Michaels deriva dal fatto che chi lavora a questo progetto presta molta attenzione a ciò che il pubblico voglia leggere. Un esempio lampante è la sezione che questo sito dedica per esempio al dibattito politico, facendo buon uso anche di infografica avanzata.

Però egli sostiene che per anni i giornali hanno guadagnato grazie alla pubblicità, ma oggi i tempi sono cambiati, e dunque si deve ricercare una nuova fonte di guadagno; per questo scopo il Telegraph vanta circa 50 persone le quali si dedicano unicamente alla ricerca di nuove strategie per aumentare gli introiti.

Questo dimostra come si sia arrivati a una situazione di stallo riguardo ai guadagni che si possano ottenere grazie ad un sito gratuito, in quanto ormai si stanno utilizzando tutte le possibilità e i mezzi a disposizione; dunque appare difficile la possibilità di trovarne di nuovi.

Non si sa a che soluzione si arriverà, o se addirittura esista realmente una soluzione; l'ultima carta da giocare secondo Michaels rimane sempre quella di rendere il sito a pagamento. Però egli appare molto scettico riguardo a questa scelta, dal momento che ridurrebbe drasticamente il numero di visitatori abituali del suo sito. 

Dunque staremo a vedere se le persone assunte da Telegraph Media Group riusciranno a trovare nuove strade per i guadagni possibili con un sito gratuito.

di Marco Gallerani

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Ottenere collaborazioni retribuite in 3 passi leggendo gli annunci di lavoro

Sono decine gli annunci di lavoro che ogni mese Infocity diffonde attraverso le sue pagine. Ma come sfruttarli al meglio per arrivare subito ad una collaborazione?

E' abitudine di molti prendere il maggior numero di annunci possibili e inviare a tutti il proprio curriculum. Si tratta di una tattica a volte poco efficace.

Il primo passo da fare per ottenere collaborazioni è selezionare gli annunci: individuare quelli che potrebbero riguardarci personalmente. Se ad esempio ci occupiamo di spettacoli si avranno più chance nell'interagire con annunci del tipo "Rivista cerca collaboratori esperti di cinema" o "Società seleziona addetti stampa per attività di PR nel teatro" piuttosto che con annunci del tipo: "Portale cerca articolisti settore hi-tech".

C'è poi la questione del farsi prendere in considerazione. E' questa il secondo passo fondamentale da fare. Chi seleziona candidati si aspetta di ricevere centinaia di curriculum il più delle volte poco diversificati tra loro. Un invio indiscriminato del curriculum a molti potenziali datori di lavoro, quindi, potrebbe non portare a dei risultati.

Meglio allora "stupire" un eventuale interlocutore lavorativo con "gesti originali" come ad esempio una lettera (che accompagna il curriculum) che specifica le nostre motivazioni. Ma per farsi prendere veramente in considerazione occorre compiere un terzo passo.

E' quello del contatto fisico. Le redazioni o gli uffici che possono prendere in considerazione la nostra candidatura sono fatti di persone in carne ed ossa. Dall'altra parte del pc, quando le vostre missive saranno ricevute, ad aspettarle non ci saranno macchine, ma esseri umani.

E' fondamentale dunque cercare "dal vivo" chi dovrà essere il nostro "datore di collaborazioni". Questo passo dovrà essere fatto telefonicamente, oppure, se la cosa è possibile, recandoci direttamente per una visita concreta alla redazione o al caporedattore che potrebbe commissionarci un lavoro.

Il colloquio con queste persone (se si è in grado di farlo potremmo limitarci al telefono) sarà fondamentale: se riusciremo a convincere direttamente sulla bontà del nostro apporto il gioco potrebbe essere praticamente fatto.

Vuoi leggere segnalazioni di lavoro retribuito? Clicca qui

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La formula per scrivere articoli di successo sotto le 500 parole

Visitatori e publishers in cerca di contenuti vogliono informazioni brevi e utili, ma scrivere articoli interessanti ed esaurienti di 400-600 parole è più facile a dirsi che a farsi.
Molti di noi hanno troppo da dire, mentre altri fanno fatica a trovare idee per rendere i propri articoli abbastanza lunghi.

Ecco quindi qualche istruzione per creare un buon articolo della giusta lunghezza:

1. Progettare la struttura
L'articolo va progettato creando una lista di punti chiave che riportino i concetti da espandere successivamente. Impostare il testo come un elenco è congeniale per articoli come guide e "How to", il miglior tipo di articoli da proporre se il nostro scopo è generare traffico (article marketing). In questa prima fase l'unico obiettivo è quello di buttare giù una scaletta, lo scheletro del nostro articolo.

2. Completare la struttura
Ricordiamoci di essere il più concisi possibile e di esporre lo stretto necessario per poter passare al punto successivo. E' fondamentale limitarsi a scrivere al più
due frasi per ogni punto del nostro elenco.

3. Scrivere introduzione e conclusione alla fine
Questo piccolo trucco ci permetterà di risparmiare metà del tempo. Molti content-writers si spremono le meningi per trovare il paragrafo di introduzione più brillante per poi accorgersi di aver impiegato metà delle parole a disposizione per l'articolo nella sola parte introduttiva. Focalizziamoci quindi sul cuore del nostro pezzo, tra l'introduzione e la conclusione finale.

4. Introduzione e conclusione
Una buona formula è quella di scrivere circa 120 parole per l'introduzione, da distribuire in 2-3 frasi. La prima frase introdurrà l'argomento, la seconda esporrà brevemente il problema, mentre la terza proporrà il modo per risolverlo.
Il paragrafo conclusivo dovrebbe essere al massimo di 4 frasi, tali da regalare al lettore un senso di soddisfazione per quanto appena letto oltre a stimolarlo verso ulteriori approfondimenti.

5. Contare le parole
Basta un semplice documento Word su cui copiare ed incollare il nostro articolo per scoprirne la lunghezza tramite gli strumenti di conteggio delle parole. Tale misura ci darà un'indicazione su eventuali tagli o aggiunte da fare.

6. Eliminare le ridondanze
Chi scrive ha spesso la tendenza a dire una cosa e poi riperterla nelle frasi successive in modi differenti. Essere chiari, concisi e non ripetitivi ci aiuterà nel creare un articolo della giusta lunghezza.

7. Ridurre le figure retoriche
Esempi, analogie ed aneddoti potrebbero appesantire il testo e renderlo meno scorrevole.

Questi semplici consigli ci permetteranno di dosare al meglio le parole, scrivendo articoli brevi, utili e sicuramente più letti.

di Fabrizio Ramundo

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Ecco come pianificare la nostra campagna di marketing sui social network

Rispetto ai primi anni del Web, oggigiorno l'interattività è di certo aumentata e questo grazie all'avvento delle nuove tecnologie che hanno trasformato la navigazione in Rete con quello che ultimamente chiamiamo Web 2.0.

Gli esempi più popolari e al contempo di maggiore successo del Web 2.0 si hanno in quei siti che mettono al centro della loro attività l'interazione sociale ovvero i cosiddetti social network.

Siti come Facebook, Batoo e LinkedIn raccolgono per ogni utente i seguenti dati: età, interessi ed impiego professionale. La presenza di questi dati e la popolarità di questi siti, che si traduce nel gran numero di iscritti, fa dei social network un nuovo e potente strumento di marketing. Il Social Media Marketing (SMM) consiste nello sfruttare tale popolarità pianificando campagne mirate e selettive in base ai dati raccolti e messi a disposizione dai social network.

Ecco gli step necessari a pianificare la nostra campagna di social media marketing:

1. Selezionare i social network rilevanti per la propria campagna: ad esempio Batoo se il target è giovane, mentre LinkedIn se è di taglio più professionale.
2. Creare contenuti originali con accurate descrizioni dei propri prodotti o servizi, meglio se corredate di immagini e video.
3. Creare un account sui social network e pubblicare i contenuti creati sulle pagine relative al proprio profilo.
4. Inviare richieste di amicizia agli utenti appartenenti al target demografico di interesse.
5. Creare uno o più blog ed inserirne l'indirizzo web nei riferimenti del proprio profilo.
6. Partecipare a forum e discussioni su gruppi relativi ad argomenti attinenti al proprio business ed inserire link ai contenuti pubblicati sul profilo.

Se la campagna risulta ben fatta, possiamo aspettarci:

1. Traffico web altamente targettizzato.
2. Marketing localizzato, ad esempio limitato alla propria nazione, oppure globale su larga scala.
3. Spese per la campagna pari a zero.
4. Possibilità di raccogliere gli indirizzi e-mail degli utenti che hanno accettato la nostra richiesta di amicizia, per creare una lista di potenziali clienti a cui inviare newsletter e comunicazioni per il lancio di nuovi prodotti.

I nostri sforzi saranno premiati solo se persistenti nel tempo e nello spazio (creando più profili) oltrechè incentrati sulla qualità dei contenuti pubblicati. Solo così potremo stringere tante amicizie virtuali da convertire, si spera, in acquisti.

di Fabrizio Ramundo

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Ecco il tipo di articolo più facile e veloce da scrivere

Spesso dobbiamo scrivere in fretta contenuti per il magazine online per cui lavoriamo oppure il nostro nuovo sito web ancora povero di contenuti. Ecco perché è importante sapere quali sono le tipologie di post e di articoli più veloci e facili da scrivere.

Tra questi c'è senza dubbio l'articolo ad elenco numerato, alcuni titoli di esempio possono essere:
- 3 modi per guadagnare e divertirsi scrivendo articoli online;
- Non sai cosa scrivere? Ecco 5 dritte per trovare idee nuove ed originali;
- 7 Errori da non fare quando si scrive per il Web.

Ecco quindi una breve guida per compilare un articolo ad elenco numerato nel più breve tempo possibile:

1. Scegliamo argomento e titolo
Articoli come guide ed "how-to" si adattano molto alla struttura ad elenco, ma non sono gli unici. Potremmo scrivere un elenco di siti web, link o software interessanti, o ancora una lista di step per raggiungere un certo obiettivo, oppure una serie di eventi o personaggi famosi. Non c'è limite alle possibilità.

2. Sviluppiamo l'elenco
Se ad esempio abbiamo scelto di elencare una lista di siti web, scriviamo titolo e url per ogni punto; se invece stiamo scrivendo una guida, elenchiamo in ordine temporale e diamo un breve titolo ai passi che l'utente deve seguire per ottenere il risultato sperato.

3. Introduzione
E' buona norma scrivere una o più frasi introduttive che attirino l'attenzione del lettore.

4. Elaborazione dei singoli punti
Scriviamo una descrizione per ogni punto, ad esempio una breve recensione dei siti se intendiamo pubblicare una raccolta di link.

5. Conclusione
Riassumiamo il contenuto dell'articolo nel paragrafo conclusivo, ribadendo il risultato ottenuto (nel caso di una guida o "how-to") o indicando ulteriori riferimenti (nel caso di una lista di risorse).

6. Rilettura
Ora rileggiamo il testo elaborato e correggiamo eventuali errori di lessico o sintassi (di solito ce n'è sempre qualcuno).

7. Uno sguardo all'orologio
Per migliorare le nostre prestazioni di scrittura è molto utile misurare il tempo impiegato nella composizione del testo e confrontare i risultati ottenuti per le diverse tipologie di articoli o per i vari argomenti trattati. Probabilmente scopriremo che avremo impiegato molto meno tempo nella scrittura di articoli ad elenco, piuttosto che di articoli meno strutturati.

di Fabrizio Ramundo

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Flessibili, ma con intelligenza

colloquio intervista sui temi del giornalismo e della comunicazione con Giulio Mandara

Di cosa ti occupi attualmente?
Redazione articoli online su fotografia: fotocamere, mostre, software, editing tutorial; condivisione sui social network con uso di parole chiave.

Qual'è la tua dritta?
Cercando lavoro, verificare l'attendibilità delle offerte di lavoro, diffidare da chi promette guadagni facili, controllare le fonti; non sottovalutare i piccoli lavori. Avere il coraggio di non accettare lavori sottopagati.

Come lo hai saputo?
Sono iscritto a Infocity da anni, credo di aver trovato il primo annuncio online. Da allora mi sono sempre tenuto iscritto, è una spesa non alta. Un buon investimento che mi ha permesso anche di trovare qualche lavoro.

Che consiglio ti senti di dare per sfruttare questa dritta?
Siamo in tempi difficili per il lavoro editoriale: bisogna buttare tanti ami, essere disposti a imparare, a cambiare, a riusare le proprie competenze in ambiti diversi.

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