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Infocity: un mondo di opportunità a portata di click

Colloquio intervista sui temi del giornalismo e della comunicazione con Erika Facciolla

Come giudichi l'offerta informativa di Infocity?
Da tanti anni, ormai, Infocity è la mia finestra sul mondo della comunicazione. Il suo punto di forza è la capacità di offrire agli utenti informazioni complete e attendibili.

Che ne pensi dei servizi?
Penso che siano abbastanza curati e ber strutturati, sopratutto di facile lettura e sempre in linea con le tendenze del momento.

Da quando segui Infocity e come l'hai conosciuta?
Ho conosciuto Infocity navigando sul web. Credo che fosse agli inizi del 2000, quando fresca di laurea cominciavo a cercare su internet delle opportunità di lavoro e a guardarmi intorno...

Quali sono i tuoi consigli per migliorare Infocity?
A volte mi è capitato di leggere "nuovi" annunci relativi a bandi di concorso già scaduti. Un errore ogni tanto capita a tutti. l'importante è correggersi, e da allora non mi è più capitato.

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Come avere profitti nel giornalismo online secondo Adrian Michaels

Adrian Michaels è il Group Foreign Editor di Telegraph Media Group, che vanta circa 40 milioni di utenti e un bilancio in attivo, nonostante sia un sito gratuito, il cui indirizzo è www.telegraph.com. Il successo secondo Michaels deriva dal fatto che chi lavora a questo progetto presta molta attenzione a ciò che il pubblico voglia leggere. Un esempio lampante è la sezione che questo sito dedica per esempio al dibattito politico, facendo buon uso anche di infografica avanzata.

Però egli sostiene che per anni i giornali hanno guadagnato grazie alla pubblicità, ma oggi i tempi sono cambiati, e dunque si deve ricercare una nuova fonte di guadagno; per questo scopo il Telegraph vanta circa 50 persone le quali si dedicano unicamente alla ricerca di nuove strategie per aumentare gli introiti.

Questo dimostra come si sia arrivati a una situazione di stallo riguardo ai guadagni che si possano ottenere grazie ad un sito gratuito, in quanto ormai si stanno utilizzando tutte le possibilità e i mezzi a disposizione; dunque appare difficile la possibilità di trovarne di nuovi.

Non si sa a che soluzione si arriverà, o se addirittura esista realmente una soluzione; l'ultima carta da giocare secondo Michaels rimane sempre quella di rendere il sito a pagamento. Però egli appare molto scettico riguardo a questa scelta, dal momento che ridurrebbe drasticamente il numero di visitatori abituali del suo sito. 

Dunque staremo a vedere se le persone assunte da Telegraph Media Group riusciranno a trovare nuove strade per i guadagni possibili con un sito gratuito.

di Marco Gallerani

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Ottenere collaborazioni retribuite in 3 passi leggendo gli annunci di lavoro

Sono decine gli annunci di lavoro che ogni mese Infocity diffonde attraverso le sue pagine. Ma come sfruttarli al meglio per arrivare subito ad una collaborazione?

E' abitudine di molti prendere il maggior numero di annunci possibili e inviare a tutti il proprio curriculum. Si tratta di una tattica a volte poco efficace.

Il primo passo da fare per ottenere collaborazioni è selezionare gli annunci: individuare quelli che potrebbero riguardarci personalmente. Se ad esempio ci occupiamo di spettacoli si avranno più chance nell'interagire con annunci del tipo "Rivista cerca collaboratori esperti di cinema" o "Società seleziona addetti stampa per attività di PR nel teatro" piuttosto che con annunci del tipo: "Portale cerca articolisti settore hi-tech".

C'è poi la questione del farsi prendere in considerazione. E' questa il secondo passo fondamentale da fare. Chi seleziona candidati si aspetta di ricevere centinaia di curriculum il più delle volte poco diversificati tra loro. Un invio indiscriminato del curriculum a molti potenziali datori di lavoro, quindi, potrebbe non portare a dei risultati.

Meglio allora "stupire" un eventuale interlocutore lavorativo con "gesti originali" come ad esempio una lettera (che accompagna il curriculum) che specifica le nostre motivazioni. Ma per farsi prendere veramente in considerazione occorre compiere un terzo passo.

E' quello del contatto fisico. Le redazioni o gli uffici che possono prendere in considerazione la nostra candidatura sono fatti di persone in carne ed ossa. Dall'altra parte del pc, quando le vostre missive saranno ricevute, ad aspettarle non ci saranno macchine, ma esseri umani.

E' fondamentale dunque cercare "dal vivo" chi dovrà essere il nostro "datore di collaborazioni". Questo passo dovrà essere fatto telefonicamente, oppure, se la cosa è possibile, recandoci direttamente per una visita concreta alla redazione o al caporedattore che potrebbe commissionarci un lavoro.

Il colloquio con queste persone (se si è in grado di farlo potremmo limitarci al telefono) sarà fondamentale: se riusciremo a convincere direttamente sulla bontà del nostro apporto il gioco potrebbe essere praticamente fatto.

Vuoi leggere segnalazioni di lavoro retribuito? Clicca qui

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La formula per scrivere articoli di successo sotto le 500 parole

Visitatori e publishers in cerca di contenuti vogliono informazioni brevi e utili, ma scrivere articoli interessanti ed esaurienti di 400-600 parole è più facile a dirsi che a farsi.
Molti di noi hanno troppo da dire, mentre altri fanno fatica a trovare idee per rendere i propri articoli abbastanza lunghi.

Ecco quindi qualche istruzione per creare un buon articolo della giusta lunghezza:

1. Progettare la struttura
L'articolo va progettato creando una lista di punti chiave che riportino i concetti da espandere successivamente. Impostare il testo come un elenco è congeniale per articoli come guide e "How to", il miglior tipo di articoli da proporre se il nostro scopo è generare traffico (article marketing). In questa prima fase l'unico obiettivo è quello di buttare giù una scaletta, lo scheletro del nostro articolo.

2. Completare la struttura
Ricordiamoci di essere il più concisi possibile e di esporre lo stretto necessario per poter passare al punto successivo. E' fondamentale limitarsi a scrivere al più
due frasi per ogni punto del nostro elenco.

3. Scrivere introduzione e conclusione alla fine
Questo piccolo trucco ci permetterà di risparmiare metà del tempo. Molti content-writers si spremono le meningi per trovare il paragrafo di introduzione più brillante per poi accorgersi di aver impiegato metà delle parole a disposizione per l'articolo nella sola parte introduttiva. Focalizziamoci quindi sul cuore del nostro pezzo, tra l'introduzione e la conclusione finale.

4. Introduzione e conclusione
Una buona formula è quella di scrivere circa 120 parole per l'introduzione, da distribuire in 2-3 frasi. La prima frase introdurrà l'argomento, la seconda esporrà brevemente il problema, mentre la terza proporrà il modo per risolverlo.
Il paragrafo conclusivo dovrebbe essere al massimo di 4 frasi, tali da regalare al lettore un senso di soddisfazione per quanto appena letto oltre a stimolarlo verso ulteriori approfondimenti.

5. Contare le parole
Basta un semplice documento Word su cui copiare ed incollare il nostro articolo per scoprirne la lunghezza tramite gli strumenti di conteggio delle parole. Tale misura ci darà un'indicazione su eventuali tagli o aggiunte da fare.

6. Eliminare le ridondanze
Chi scrive ha spesso la tendenza a dire una cosa e poi riperterla nelle frasi successive in modi differenti. Essere chiari, concisi e non ripetitivi ci aiuterà nel creare un articolo della giusta lunghezza.

7. Ridurre le figure retoriche
Esempi, analogie ed aneddoti potrebbero appesantire il testo e renderlo meno scorrevole.

Questi semplici consigli ci permetteranno di dosare al meglio le parole, scrivendo articoli brevi, utili e sicuramente più letti.

di Fabrizio Ramundo

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Ecco come pianificare la nostra campagna di marketing sui social network

Rispetto ai primi anni del Web, oggigiorno l'interattività è di certo aumentata e questo grazie all'avvento delle nuove tecnologie che hanno trasformato la navigazione in Rete con quello che ultimamente chiamiamo Web 2.0.

Gli esempi più popolari e al contempo di maggiore successo del Web 2.0 si hanno in quei siti che mettono al centro della loro attività l'interazione sociale ovvero i cosiddetti social network.

Siti come Facebook, Batoo e LinkedIn raccolgono per ogni utente i seguenti dati: età, interessi ed impiego professionale. La presenza di questi dati e la popolarità di questi siti, che si traduce nel gran numero di iscritti, fa dei social network un nuovo e potente strumento di marketing. Il Social Media Marketing (SMM) consiste nello sfruttare tale popolarità pianificando campagne mirate e selettive in base ai dati raccolti e messi a disposizione dai social network.

Ecco gli step necessari a pianificare la nostra campagna di social media marketing:

1. Selezionare i social network rilevanti per la propria campagna: ad esempio Batoo se il target è giovane, mentre LinkedIn se è di taglio più professionale.
2. Creare contenuti originali con accurate descrizioni dei propri prodotti o servizi, meglio se corredate di immagini e video.
3. Creare un account sui social network e pubblicare i contenuti creati sulle pagine relative al proprio profilo.
4. Inviare richieste di amicizia agli utenti appartenenti al target demografico di interesse.
5. Creare uno o più blog ed inserirne l'indirizzo web nei riferimenti del proprio profilo.
6. Partecipare a forum e discussioni su gruppi relativi ad argomenti attinenti al proprio business ed inserire link ai contenuti pubblicati sul profilo.

Se la campagna risulta ben fatta, possiamo aspettarci:

1. Traffico web altamente targettizzato.
2. Marketing localizzato, ad esempio limitato alla propria nazione, oppure globale su larga scala.
3. Spese per la campagna pari a zero.
4. Possibilità di raccogliere gli indirizzi e-mail degli utenti che hanno accettato la nostra richiesta di amicizia, per creare una lista di potenziali clienti a cui inviare newsletter e comunicazioni per il lancio di nuovi prodotti.

I nostri sforzi saranno premiati solo se persistenti nel tempo e nello spazio (creando più profili) oltrechè incentrati sulla qualità dei contenuti pubblicati. Solo così potremo stringere tante amicizie virtuali da convertire, si spera, in acquisti.

di Fabrizio Ramundo

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Ecco il tipo di articolo più facile e veloce da scrivere

Spesso dobbiamo scrivere in fretta contenuti per il magazine online per cui lavoriamo oppure il nostro nuovo sito web ancora povero di contenuti. Ecco perché è importante sapere quali sono le tipologie di post e di articoli più veloci e facili da scrivere.

Tra questi c'è senza dubbio l'articolo ad elenco numerato, alcuni titoli di esempio possono essere:
- 3 modi per guadagnare e divertirsi scrivendo articoli online;
- Non sai cosa scrivere? Ecco 5 dritte per trovare idee nuove ed originali;
- 7 Errori da non fare quando si scrive per il Web.

Ecco quindi una breve guida per compilare un articolo ad elenco numerato nel più breve tempo possibile:

1. Scegliamo argomento e titolo
Articoli come guide ed "how-to" si adattano molto alla struttura ad elenco, ma non sono gli unici. Potremmo scrivere un elenco di siti web, link o software interessanti, o ancora una lista di step per raggiungere un certo obiettivo, oppure una serie di eventi o personaggi famosi. Non c'è limite alle possibilità.

2. Sviluppiamo l'elenco
Se ad esempio abbiamo scelto di elencare una lista di siti web, scriviamo titolo e url per ogni punto; se invece stiamo scrivendo una guida, elenchiamo in ordine temporale e diamo un breve titolo ai passi che l'utente deve seguire per ottenere il risultato sperato.

3. Introduzione
E' buona norma scrivere una o più frasi introduttive che attirino l'attenzione del lettore.

4. Elaborazione dei singoli punti
Scriviamo una descrizione per ogni punto, ad esempio una breve recensione dei siti se intendiamo pubblicare una raccolta di link.

5. Conclusione
Riassumiamo il contenuto dell'articolo nel paragrafo conclusivo, ribadendo il risultato ottenuto (nel caso di una guida o "how-to") o indicando ulteriori riferimenti (nel caso di una lista di risorse).

6. Rilettura
Ora rileggiamo il testo elaborato e correggiamo eventuali errori di lessico o sintassi (di solito ce n'è sempre qualcuno).

7. Uno sguardo all'orologio
Per migliorare le nostre prestazioni di scrittura è molto utile misurare il tempo impiegato nella composizione del testo e confrontare i risultati ottenuti per le diverse tipologie di articoli o per i vari argomenti trattati. Probabilmente scopriremo che avremo impiegato molto meno tempo nella scrittura di articoli ad elenco, piuttosto che di articoli meno strutturati.

di Fabrizio Ramundo

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Flessibili, ma con intelligenza

colloquio intervista sui temi del giornalismo e della comunicazione con Giulio Mandara

Di cosa ti occupi attualmente?
Redazione articoli online su fotografia: fotocamere, mostre, software, editing tutorial; condivisione sui social network con uso di parole chiave.

Qual'è la tua dritta?
Cercando lavoro, verificare l'attendibilità delle offerte di lavoro, diffidare da chi promette guadagni facili, controllare le fonti; non sottovalutare i piccoli lavori. Avere il coraggio di non accettare lavori sottopagati.

Come lo hai saputo?
Sono iscritto a Infocity da anni, credo di aver trovato il primo annuncio online. Da allora mi sono sempre tenuto iscritto, è una spesa non alta. Un buon investimento che mi ha permesso anche di trovare qualche lavoro.

Che consiglio ti senti di dare per sfruttare questa dritta?
Siamo in tempi difficili per il lavoro editoriale: bisogna buttare tanti ami, essere disposti a imparare, a cambiare, a riusare le proprie competenze in ambiti diversi.

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Ecco perché abbiamo bisogno di un content writer per lanciare il nostro sito web

Abbiamo veramente bisogno di un content writer per lanciare un sito web ed avere traffico? Solo per fare un esempio, oggigiorno molte aziende sviluppano la propria presenza online con un business blog specializzato nella propria nicchia di mercato, ricco di notizie, recensioni ed articoli di probabile interesse per i potenziali clienti. Su questi blog, content writer specializzati possono scrivere testi, che essendo di natura più informale rispetto ai classici comunicati stampa, permettono di creare con gli utenti una sorta di effetto community in grado di fidelizzare i visitatori favorendo l'interazione con l'azienda (interazione che può eventualmente diventare un acquisto o una richiesta di servizi).

Ma questo non è certamente l'unico motivo per rivolgersi ad un servizio di scrittura articoli per il nostro sito web (che sia un business blog o altro), per cui eccone altri ugualmente validi:

1. Ranking
Un valido esperto di contenuti può aiutarci nell'incrementare il ranking presso i maggiori motori di ricerca. Google, Yahoo, MSN e altri sono in costante ricerca di contenuti aggiornati frequentemente, per cui se il nostro business blog è in mano a uno scrittore competente e veloce, le nostre pagine riceveranno sicuramente la giusta attenzione dai motori, con ottimi risultati in termini di traffico web.

2. Fattore Tempo
Chi opera nel campo dell'ottimizzazione per i motori (SEO, search engine optimization) sa bene che la velocità e la frequenza con cui si aggiornano i contenuti è determinante per raggiungere buoni risultati. Per cui se non abbiamo abbastanza tempo per pubblicare da soli nuovi articoli con una certa costanza, non resta che rivolgersi ad un content-writer professionista.

3. Competenze di scrittura
Possiamo essere i migliori webmaster del mondo, ma questo non significa necessariamente essere efficienti nella scrittura di articoli ottimizzati per il traffico. Spesso è meglio lasciare l'inserimento dei contenuti a chi ha le giuste capacità di comunicazione per fornire ai visitatori contenuti interessanti, esaustivi e perchè no, di piacevole lettura.

Se siamo ormai convinti di aver bisogno di professionista di contenuti per il Web, assicuriamoci di trovarne uno con lo stile di scrittura più adatto alle nostre esigenze. C'è chi è più bravo nella scrittura creativa o di intrattenimento, mentre altri sono più capaci sul lato tecnico-scientifico.

Ma quanto costa un content writer? I prezzi possono variare molto, infatti oggigiorno è possibile trovare offerte veramente low-cost, del tipo 1 euro ad articolo, soprattutto se chi scrive proviene da paesi in via di sviluppo. Questo potrebbe sembrare molto conveniente se vogliamo risparmiare a tutti costi, ma cosa avremo in cambio? Non dobbiamo trascurare la qualità, assicurandoci che lo scrittore sia padrone della lingua, perché non possiamo impiegare ore nel correggere testi mal scritti. D'altronde se nella gestione dei contenuti optiamo per l'outsourcing è proprio per smaltire la mole di lavoro con lo scopo di dedicarci ad altro.

di Fabrizio Ramundo

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Dalla carta al web: come scrivere bene un testo per internet

Sul Web cambia l’organizzazione concettuale del testo. Una mutazione imposta dalla rapidità con cui vengono fruiti i contenuti on-line.

L’esercizio su pagine e pagine inserite sulla Rete ha portato i migliori web editor ad utilizzare quella che può essere considerata una delle regole d’oro
della scrittura digitale: il principio della piramide invertita.

La necessità di dovere guardare testi compiuti nel più breve tempo possibile scardina la classica compartizione di una composizione appresa a scuola, all’università o leggendo libri di ogni epoca e stile: introduzione, esposizione, conclusione.

Il bello di un testo on-line dovrebbe essere quasi sempre all’inizio, nelle prime 4-5 righe o, ancora meglio nel titolo, proprio come avviene nelle
pubblicazioni giornalistiche, dove l’esigenza di informare in modo esauriente richiede regole di sintesi e di ottimizzazione delle notizie da comunicare.

Ecco perché molti esperti di comunicazione interattiva consigliano di iniziare a scrivere partendo dal concetto che, in un documento tradizionale,
sarebbe situato alla fine. Si tratta di un vero e proprio paradigma.

Se pensiamo alla fiction e ai romanzi tradizionali la conclusione di un’opera si posiziona alla fine per mantenere una suspance elettrizzante fino al termine della lettura.

Sul mezzo on-line un utente non ha tempo e pazienza per scorrere troppo testo, vuole avere subito il nocciolo della questione. Occorre quindi, nella preparazione delle argomentazioni e delle notizie, fornirgli “il bello della storia” all’apice del documento. Il principio della piramide invertita è un tema già conosciuto in ambiente giornalistico dove viene insegnato nelle migliori scuole specializzate.

Esso si propone di portare il redattore alla costruzione di un testo (notizia o comunicato
stampa) fornendo all’inizio i principali elementi informativi e, via via, posizionando gli altri di seguito in una scala di livelli gerarchici.

Altro strumento fondamentale per scrivere bene un articolo sul Web è "LA REGOLA DELLE 5 W".

Strettamente osservato, il precetto richiede la composizione di un documento diviso in “lead” (attacco), “story” (svolgimento della notizia), “background” (retroscena).

Secondo la tecnica di redazione il lead dovrebbe concentrare in 4-5 righe tutti gli elementi fondamentali per far capire all’utente il contesto in cui viene ambientata la notizia: è la proverbiale regole delle 5 W, lo strumento utilizzato da ogni buon giornalista per redigere articoli.

La cosiddetta regola delle 5 W è la regola aurea dello stile giornalistico anglosassone. Le cinque W stanno per:

  • WHO (“Chi”)
  • WHAT (“Cosa”)
  • WHEN (“Quando”)
  • WHERE (“Dove”)
  • WHY (“Perché”)

Sono considerate i punti irrinunciabili che devono essere presenti nella prima frase (l’attacco o lead) di ogni articolo, come risposta alle probabili
domande del lettore che si accinge a leggere l’articolo.

La regola è quindi un comodo promemoria per chi, dovendo accingersi a scrivere un pezzo, è facilitato nel raccogliere le idee e/o a non scordare informazioni essenziali: ad esempio per chi deve trasmettere rapidamente informazioni (pensiamo al cronista sportivo al telefono con la redazione durante la partita), ovvero deve superare il comune blocco psicologico definito popolarmente “sindrome del foglio bianco”.

In sostanza seguendo pedissequamente la regola nell’attacco di un testo occorre subito raccontare chi è il protagonista della vicenda di cui si sta per scrivere (Who), cosa è accaduto (What), dove (Where), perchè (Why) e quando (When).

Gli esperti di comunicazione digitale affermano che è proprio la parte iniziale, il lead, il settore fondamentale per comunicare on-line efficacemente.

Le tecniche di redazione digitale quindi perfezionano e specificano ulteriormente l’impostazione della piramide invertita imponendo una massima attenzione
al lead che, sul mezzo digitale, dovrebbe comprendere o quasi (utilizzando anche il titolo) l’informazione che si vuole fornire, in uno, massimo due o tre, piccoli blocchi di testo, di poche righe subito all’inizio della schermata.

Il “mondo al contrario del Web” esige che la conclusione sia posizionata all’inizio, nel lead, e che via via gli altri elementi della “vicenda informativa” siano snocciolati di seguito (o addirittura tagliati per questioni di sintesi), esattamente il contrario di quanto avviene nei romanzi gialli (l’esatto opposto del precetto espresso nel capitolo dei link, laddove si affermava che il link editor, nel posizionare le connessioni, deve procedere come uno scrittore di gialli).

Quanto allo stile, chi ha sperimentato da tempo l’interazione tra scrittura on-line e utenti della Rete, sa che non ci si può perdere in troppi fronzoli. Sul supporto cartaceo l’occhio può distendersi in una lettura profonda e riflessiva che fa percepire le più recondite sfumature di un testo.

Sullo schermo l’utente non può e non vuole soffermarsi troppo. E quindi obbligo del web editor confezionare
composizioni asciutte, secche, efficaci più che belle, utili più che sorprendenti. Il mezzo digitale nega la composizione di prose esteticamente ricercate.

Pochi aggettivi (superflui e che appesantiscono il testo), uso moderato degli incisi e delle subordinate, scarso ricorso o assenza delle frasi passive, ponderazione nell’uso di artifici retorici (metafore) sconvenienti: questi dovrebbero essere i punti principali del “vademecum” del buon web editor alle prese con la scrittura sullo schermo.

Il tempo dedicato dall’occhio on-line al testo digitale è talmente scarso che la mente potrebbe essere disturbata da quegli espedienti letterari che, invece, in una composizione tradizionale ne fanno una ricchezza intrinseca.

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3 modi per guadagnare e divertirsi scrivendo articoli online

Essere pagati per scrivere articoli per il web è una realtà ormai consolidata (soprattutto negli States). Di certo non è possibile guadagnare milioni, ma sicuramente qualche centinaio di euro al mese non è un obiettivo irraggiungibile e diciamolo, di questi tempi pagarsi le bollette con qualche oretta passata davanti al computer la sera non è poi così male. Nonostante questo determinazione ed impegno sono comunque necessari altrimenti si rischia di perdere tempo ed ottenere risultati poco rilevanti.

Esistono principalmente tre modi per guadagnare scrivendo articoli.

1. Se si è proprietari di business online o ci si occupa di marketing, è possibile utilizzare articoli per generare traffico verso il proprio sito. Basta scrivere su argomenti strettamente pertinenti ai propri prodotti e servizi, parlare dei problemi e delle domande che più frequentemente si pongono i potenziali clienti e concentrarsi sui fatti concernenti la propria attività di nicchia. Questi argomenti permetteranno di attrarre il target di utenti più probabilmente interessato a comprare. Ad esempio se si vendono componenti per PC potrebbe essere utile pubblicare recensioni su processori, schede video, stampanti o hardware oppure articoli sull'information technology.
Dopodichè è possibile pubblicare tali articoli su siti di raccolta come GoArticles.com (solo articoli in inglese) che permettono di includere alla fine del testo la cosiddetta "resource box" con informazioni e link al sito dell'autore. A questo punto è compito del proprio sito web convertire i visitatori in clienti.

2. Se il nostro ruolo è più quello del giornalista freelance, è possibile guadagnare offrendo un servizio di scrittura articoli (ghostwriting) alle società che si occupano di marketing online e SEO (search engine optimization) o direttamente a chi gestisce business online e che probabilmente non ha il tempo o le competenze per creare contenuti per il proprio sito.
La scrittura per questo genere di clienti non deve ricalcare lo stile di magazine e riviste blasonate, anche in termini di qualità; infatti un testo ottimizzato per portare traffico ad un sito deve essere originale, ben scritto, ma al contempo deve richiedere poca ricerca o gergo tecnico, piuttosto è di gran lunga più importante che contenga parole chiave mirate.
Per attrarre clienti interessati al servizio di scrittura è consigliabile crearsi un sostanzioso portfolio, una collezione di 20-30 articoli pubblicati con il proprio nome su varie directories; dopodiché è possibile iscriversi a siti di annunci per freelance, dove le aziende in cerca di ghostwriters propongono i propri progetti.
Questi articoli possono essere venduti con un prezzo che varia dai 2 ai 30 euro e sono lunghi generalmente sulle 400-500 parole. Considerando che un abile blogger/web-writer può essere in grado di digitare 2.000 parole in un'ora, scrivere 4 articoli brevi può farci guadagnare fino a 120 euro in un'ora. Non male vero?

3. Infine ecco un ultimo, ma non meno ingegnoso sistema per guadagnare scrivendo. Si tratta della possibilità di scrivere articoli per siti di raccolta che dividono con l'autore una parte dei ricavati della pubblicità esposta sul sito, ad esempio si può essere pagati in base al numero di utenti che clicca su un banner o su un annuncio mostrato accanto al testo dell'articolo (spesso viene utilizzato il sistema AdSense di Google); oppure in base al numero di visite che il proprio articolo ha ricevuto. Di certo è più facile ottenere visite piuttosto che click, e in tal senso ci si può aiutare sfruttando le possibilità offerte dai social network e dai siti di micro-blogging per crearsi un pubblico affezionato e garantirsi un certo numero di visite.

di Fabrizio Ramundo

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INFOCITY per lavorare nel giornalismo e nella comunicazione
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